Coronavirus, il Cdm dichiara lo stato di emergenza: cosa significa?

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Il Consiglio dei Ministri riunito dalle 10 di venerdì 31 gennaio ha dichiarato lo stato di emergenza dopo i primi due casi di coronavirus, ma cosa significa questa espressione e cosa cambierà per i cittadini italiani?

Coronavirus, stato di emergenza: cosa significa?

Il provvedimento con cui il Cdm ha dichiarato lo stato di emergenza per il coronavirus può avere una durata di 12 mesi e può essere prorogato di ulteriori 12 nel caso servisse. Dopo i primi due casi di coronavirus accertati nella serata del 30 gennaio, il governo italiano ha già bloccato ogni volo da e per la Cina. In questo momento c’è anche un caso sospetto in Veneto, un minore del Trevigiano rientrato da poco da un viaggio in Cina.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato “in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. A differenza dello “stato di calamità” comprendendo anche casi danni causati da attività dell’uomo e non solo per eventi naturali. Con la delibera, il Consiglio dei Ministri destinerà dei fondi per fra fronte all’emergenza. E, se lo riterrà opportuno, con future delibere le risorse potranno essere ampliate.

Le parole della Protezione Civile

“Agli interventi per affrontare l’emergenza si provvede con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge ma nei limiti e secondo i criteri indicati con la dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Le ordinanze sono emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, se non è diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza. L’attuazione delle ordinanze è curata, in ogni caso, dal Capo del Dipartimento. Allo scadere dello stato di emergenza viene emanata un’ordinanza ‘di chiusura’ che disciplina e regola il subentro dell’amministrazione competente in via ordinaria”, si legge sul sito della Protezione Civile.