Coronavirus, il Comune di Medicina diventa zona rossa

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Tra le regioni più colpite dall’emergenza coronavirus c’è sicuramente l’Emilia Romagna dove nel Comune di Medicina, in provincia di Bologna, è stata istituita una nuona zona rossa a causa dell’alto numero di contagi, come già avvenuto nel lodigiano. Dalla mezzanotte di ieri 15 marzo non sarà più possibile entrare e uscire dall Comune e dalla sua frazione di Ganzanigo nel rispetto dell’ordinanza regionale straordinaria che sarà in vigore fino al 3 aprile. A imporre la scelta sarebbe stato l’anomalo aumento dei contagi, al momento 54 nel piccolo comune, e la volontà di arginare la diffusione del virus in un territorio già pesantemente colpito. Nell’ordinanza regionale si legge che la misura straordinaria è “dettata dalle indicazioni medico-scientifiche e necessaria per arginare la diffusione del virus, a tutela dei cittadini del Comune di Medicina, del comprensorio imolese e della Città metropolitana di Bologna, che conta un milione di persone”.

Coronavirus, Medicina nuova zona rossa

“Quando un sindaco fa certe scelte si sente solo, ma voi mi avete sostenuto”, dice in un videomessaggio il sindaco di Medicina Matteo Montanari che poi aggiunge: “Non molliamo adesso. Mi sono ripromesso che piangerò ma solo di gioia, alla fine di questa tempesta”. Nei comuni di Medicina e Ganzanigo potranno entrare solo i residenti che al momento sono fuori dall’area circoscritto e chi lavora nei servizi pubblici e privati essenziali. Tutte le altri attività commerciali, produttive e di servizio sono chiuse.

I numeri dei contagi

A Medicina, dove il contagio era partito da un bocciofila, i casi positivi al coronavirus accertati sono al momento 54, con 8 decessi e 22 ricoveri ospedalieri (5 dei 22 in terapia intensiva e in condizioni critiche). Sono 24 i casi in isolamento fiduciario domiciliare e oltre 102 i soggetti in isolamento fiduciario domiciliare a seguito di contatti stretti di casi accertati.

La situazione contraddistinta da un’elevata diffusibilità del virus ha imposto alle autorità il blocco del Comune per evitare che questo continui a trovare terreno fertile di contagio anche nei comuni vicini.