Coronavirus, il giuramento dei medici in streaming durante la quarantena

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I medici in trincea recitano il giuramento di Ippocrate in streaming durante l’emergenza coronavirus Poi, si è dottori a tutti gli effetti senza passare per l’esame di abilitazione. È quanto sta accadendo all’Università degli Studi di Milano Statale. I docenti sono in prima linea, in trincea, negli ospedali per fronteggiare la pandemia di Covid-19. Nei momenti di pausa fanno parte delle commissioni che permettono agli studenti di diventare dottori, loro colleghi quindi. Già 57 giovani della facoltà di Medicina hanno concluso la laurea online. A breve saranno catapultati nelle corsie per continuare a combattere il coronavirus.

I medici in prima linea contro il coronavirus

“Molti di questi docenti – ha detto Gian Vincenzo Zuccotti, ordinario di Pediatria – che fanno parte delle commissioni sono impegnati in prima persona nella battaglia”. I medici-docenti, insomma, sono al lavoro giorno e notte negli ospedali lombardi. Si collegano via internet e webcam da lì per consentire ai giovani studenti di laurearsi e cominciare a lavorare. “Prima sessione di laurea online per i nostri studenti di Medicina e Chirurgia. – hanno fatto sapere dall’Ateneo del capoluogo lombardo – Fino al 25 marzo 9 sedute per 57 laureandi della Statale. Grazie all’impegno dei docenti e del personale di Ateneo. In bocca al lupo a tutti per la vostra professione!”.

“Ora tutti possono dare una mano”

Uno dei medici al fronte contro il coronavirus è Stefano Carugo, direttore del Dipartimento cardiorespiratorio degli ospedali Santi Paolo e Carlo. “Nei pronto soccorso – ha spiegato Carugo – continua ad arrivare di tutto, in uno sforzo collettivo in cui siamo tutti uguali, tutti soldati al fronte. Abbiamo bisogno come il pane di questi ragazzi, così come di ventilatori, saturimetri, caschi per riuscire a fare meno morti possibili. Ora tutti possono dare una mano.

La mole di lavoro enorme

Tra i membri delle commissione c’è anche Marco Gardinali, primario del pronto soccorso del San Paolo. Gardinali è stato contagiato dal coronavirus, come troppi medici durante questa emergenza. “Il mio grande dispiacere – ha dichiarato Gardinali – è che nelle ultime settimane non ho potuto seguire le tesi con l’attenzione che avrei voluto. La mole di lavoro in ospedale è enorme, non c’è tempo per nulla”.