Coronavirus, il governatore Musumeci: “Serve l’esercito in Sicilia”

Coronavirus, il governatore Musumeci: “Serve l’esercito in Sicilia”

Il governatore della Sicilia Nello Musumeci chiede l’intervento dell’esercito per fronteggiare l’emergenza coronavirus, come già richiesto dal suo omologo campano Vincenzo De Luca. Nella fattispecie, il governatore si riferisce al pericolo derivante dai numerosi rientri dal Nord. Nella giornata di domenica 15 marzo, Musumeci è intervenuto a Mezz’ora in più su Rai3 e si è detto molto preoccupato dalla situazione. Sono infatti previsti all’incirca 31mila rientri di cittadini siciliani, di provenienza da tutta Italia.

Coronavirus, ipotesi esercito in Sicilia

“I prefetti sono stati avvertiti “, specifica Musumeci. “Si tratta di destinare una parte dei soldati che già sono su strada ai controlli nei punti di arrivo in Sicilia. Noi siamo preoccupati per le oltre 31 mila persone arrivate in Sicilia in pochi giorni dal Nord Italia. Abbiamo subito fissato un numero verde al quale chiunque rientrava dal Nord doveva autodenunciarsi”. Poi rincara la dose: “Servono ai porti uomini in divisa”.

Il governatore della regione Sicilia è già in contatto con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, alla quale ha richiesto un supporto speciale. Musumeci riporta i dati effettivi del contagio nella sua terra: “In Sicilia ci prepariamo al peggio, anche se fino a questo momento la diffusione appare contenuta, con 188 positivi e 71 ricoverati, di cui 15 in terapia intensiva e due decessi. È chiaro che bisogna essere preparati al peggio e abbiamo già preparato reparti da convertire per realizzare 1.000-1.500 posti per ospedalizzazione ordinaria e 200 posti per terapia intensiva“.

Musumeci non è preoccupato solo dalla condizione del sistema sanitario, ma anche dai trasporti. Infatti ha rivelato: “Ho chiesto al Ministero dei trasporti di predisporre un’ordinanza che blocchi non solo tutti gli arrivi di notte in Sicilia ma che li limiti anche di giorno“. Simili preoccupazioni sono state espresse anche dal suo omologo pugliese, Michele Emiliano.