Coronavirus, il neurologo: può far riconquistare spazi socializzazione

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Roma, 10 mar. (askanews) - "Stiamo assistendo ad una clamorosa sincronizzazione emotiva di massa, in grado potenzialmente di resettarci. Le grandi gioie, ma anche le grandi sofferenze collettive, sono spesso salutari dal punto di vista psicologico. Non dimentichiamo - afferma il neurologo Piero Barbanti, prof. di neurologia all'Università telematica San Raffaele di Roma e responsabile del Centro per la diagnosi e la cura delle cefalee e del dolore dell'IRCCS San Raffaele Roma-Pisana - che il miracolo economico è stato sostenuto dal coraggio e dalla capacità visionaria di orfani e vedovi della tragedia della seconda guerra mondiale".

L'epidemia del coronavirus ha determinato in tutti l'insorgenza di paure e fobie e rischia di innescare una cosiddetta malattia psicogena di massa, ovvero una sorta di follia collettiva ispirata dalla contagiosità della paura. In queste ore si registrano lunghe file anche disordinate all'ingresso dei supermercati, proprio nel momento in cui le autorità invitano al distanziamento sociale.

"La paura delle malattie, comunemente chiamata ipocondria, riguarda circa il 5% degli italiani - spiega l'esperto -. Ora però assistiamo allo slatentizzarsi di comportamenti ansiosi e ossessivi in alcuni soggetti predisposti che nulla hanno a che vedere con le necessità reali".

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