Coronavirus, il neurologo: può far riconquistare spazi socializzazione -2-

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Roma, 10 mar. (askanews) - Secondo Barbanti, "il rischio grave è rappresentato dal cosiddetto contagio sociale. Le persone tendono a essere empatiche e ad emulare i comportamenti in genere, grazie all'attività dei neuroni specchio, responsabili della nostra socialità; tuttavia stiamo però bene attenti perché l'ansia non solo è molto più contagiosa delle malattie infettive ma riduce anche la logicità dei nostri comportamenti".

In ogni caso, considerate la situazione di emergenza che stiamo vivendo si possono immaginare anche conseguenze positive. "Finora, il benessere ci ha portato a ricercare un'autonomia narcisistica con l'illusione che vivere significasse essere orgogliosamente indipendenti. La conseguenza - conclude Barbanti - è stata il distacco emotivo dall'altro, una scarsa solidarietà e pochi progetti comuni. Ora saremo tutti sincronizzati sullo stesso obiettivo: la sconfitta del virus. Bisogna cogliere l'opportunità data dalle norme restrittive per riscoprire un sentire comune, la necessità dell'ascolto e la naturalezza dell'attesa. Potremo riconquistare un tempo più lento per vivere e per disegnare i nostri progetti ed i nostri sogni".