Coronavirus, il padre è ammalato: la richiesta sui social per trovare un donatore di plasma

·2 minuto per la lettura
Coronavirus padre positivo appello social
Coronavirus padre positivo appello social

Sabato Palmentieri è un uomo di 67 anni risultato positivo al Coronavirus. Da giorni però le condizioni del padre si sono via via aggravate. La saturazione ha poi iniziato a scendere. Da lì la ricerca di una bombola d’ossigeno che inizialmente non si trova. Poi l’appello sui social da parte del figlio Antonio. Nel giro di poche ore riescono ad avere a disposizione ben 16 bombole. Il figlio Antonio ha poi raccontato all’ANSA: “Sono andato a ritirarne cinque, da una volontaria e poi da farmacie a Salerno, Aversa, Napoli. Per le altre ho girato i contatti a chi aveva il mio stesso problema”

Il padre nonostante tutto non migliora. Proprio da qui inizia il lungo calvario. Prima la sospensione dei farmaci, poi la ricerca di un posto di letto in ospedale, infine il ricovero al Cotugno dove si troverebbe attualmente in terapia sub-intensiva. Con i farmaci tuttavia non migliora. Per poter guarire necessita della trasfusione di plasma. Questo ha portato ad un secondo appello a chiunque sia guarito di donare il proprio plasma.

Coronavirus, il padre positivo: l’appello sui social

“Io vivo a Milano e mio padre, pur essendo molto attento con le precauzioni, ha preso il covid. Lui è a Casoria e mia sorella lo curava con la terapia del medico di base. Il 10 novembre, però, la saturazione è scesa a 88, serviva una bombola, mio padre stava male”, inizia così il racconto di Antonio Palmentieri ad ANSA che ha raccontato il lungo calvario che starebbe affrontando il padre risultato positivo al Coronavirus.

“Così decido di scrivere su Facebook un post per chiedere aiuto per una bombola, il post viene condiviso da tanti e in meno di due ore ho a disposizione 16 bombole. Sono andato a ritirarne cinque, da una volontaria e poi da farmacie a Salerno, Aversa, Napoli. Per le altre ho girato i contatti a chi aveva il mio stesso problema”.

Il padre però peggiora. Da qui un secondo appello. Questa volta il padre ha bisogno di trasfusioni di plasma: “Per questo abbiamo lanciato un nuovo appello a chi è guarito per andare a donare, speriamo bene”, ha concluso il figlio Antonio.