Coronavirus, il Papa critica chi infrange regole della quarantena

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Città del Vaticano, 16 mar. (askanews) - Papa Francesco ha raccontato l'episodio di un ragazzo che ha picchiato un agente che voleva impedirgli di abbandonare un palazzo in quarantena, nel corso della messa mattutina a Casa Santa Marta, come esempio del fatto che lo "sdegno" dei "superbi" può sfociare nella violenza.

"Mi hanno fatto vedere, alcuni giorni fa, su un telefonino, un filmato della porta di un palazzo che era in quarantena", ha detto Francesco in un passaggio dell'omelia. Anche questa settimana il Papa sta celebrando la consueta messa mattutina a Casa Santa Marta senza fedeli e in streaming. "C'era una persona, un signore giovane - ha proseguito Jorge Mario Bergoglio - che voleva uscire. E la guardia gli ha detto che non poteva. E lui lo ha preso a pugni, con uno sdegno, con un disprezzo. 'Ma chi sei tu, 'negro', per impedire che io me ne vada?'". Il Papa, che ha incentrato la sua omelia sullo "sdegno" rappresentato sia nell'antico he nel nuovo testamento, ha proseguito: "Lo sdegno è l'atteggiamento dei superbi, ma dei superbi... con una povertà di spirito brutta, dei superbi che vivono soltanto con l'illusione di essere più di quello che sono". Lo sdegno di chi rifiuta Dio e la sua "semplicità", ha detto il Papa, "ti porta alla violenza; sia alla violenza fisica sia alla violenza delle chiacchiere, che uccide come quella fisica".