Coronavirus, il servizio del TgR Leonardo: nessun legame con Covid-19

Coronavirus, il servizio del TgR Leonardo: nessun legame con Covid-19

Nella giornata del 25 marzo è diventato virale sul web un servizio del TgR Leonardo risalente al 2015 che in molti stanno diffondendo credendo si tratti della prova che il coronavirus Covid-19 sia stato creato artificialmente in laboratorio dalle autorità cinesi. La realtà dei fatti è però ben diversa, dato che la bio-ingegnerizzazione mostrata nel servizio riguarda un agente patogeno della famiglia sì dei coronavirus ma assolutamente non correlato con il Sars-CoV-2 protagonista della pandemia di questi ultimi mesi. Vediamo però nel dettaglio la vicenda.

Coronavirus, il servizio del TgR Leonardo

Nel servizio del TgR Leonardo, andato in onda il 16 novembre del 2015, viene illustrata una procedura di bio-ingegnerizzazione svolta da un gruppo di ricercatori cinesi sul coronavirus della più nota Sars. Nell’esperimento, gli scienziati hanno innestato la glicoproteina SHC014 presente nella specie di pipistrello nota come “Ferro di cavallo” sul virus della Sars che attacca nei topi. Questo ibrido è risultato poi capace di contagiare l’essere umano, ed è qui che molti utenti del web hanno collegato questo esperimento alla pandemia di Covid-19.

Tuttavia il coronavirus di cui si parla nel servizio non è il Sars-CoV-2, responsabile della pandemia di Covid-19, ma il coronavirus della Sars o Sindrome respiratoria acuta grave, apparso per la prima volta in Cina nel 2002 e che scatenò un’epidemia durata fino al 2004 nella quale morirono 774 persone in tutto il mondo.

La tesi della creazione in laboratorio

L’ipotesi che il coronavirus Sars-CoV-2 fosse stato creato artificialmente in laboratorio e poi diffuso (intenzionalmente o meno) tra la popolazione è circolata massicciamente nelle ultime settimane, pur non trovando alcun riscontro all’interno della comunità scientifica. Lo stesso infettivologo Massimo Galli aveva nettamente smentito ogni possibilità di bio-ingegnerizzazione del Sars-CoV-2 affermando: “Sulla base delle caratteristiche e comportamento appare evidente che è un virus che si è evoluto e cresciuto in natura, non certo in laboratorio, come ipotizzato da alcuni complottisti”.

Dello stesso parere anche il virologo Enrico Bucci, che afferma in proposito: “Il virus creato nel 2015 non aveva capacità epidemica. Inoltre è indubbio che il Covid-19 non è stato creato in laboratorio ma è frutto di una selezione naturale”. Parole confermate anche da Roberto Burioni, che linkando un articolo della rivista Nature spiega: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, è naturale al 100%, purtroppo”.

Anche un paper scientifico pubblicato a febbraio da un gruppo di scienziati cinesi smentisce ogni tipo di correlazione tra il Sars-CoV-2 e l’esperimento del 2015 sui pipistrelli, affermando: “Questa affermazione non ha alcuna base scientifica e deve essere scartata a causa della significativa divergenza nella sequenza genetica di questo costrutto con il nuovo SARS-CoV-2 (inferiore ai 5.000 nucleotidi). […] L’assenza di un modello logico mirato nelle nuove sequenze virali e la presenza di un parente stretto in una specie selvatica (pipistrelli) sono i segni più rivelatori che SARS-CoV-2 si è evoluto per evoluzione naturale.