Coronavirus, il test per sapere se si è positivi in 15 minuti

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Efficace e preciso“, in arrivo il kit per effettuare il test fai da te per sapere se si è positivi al coronavirus. Una distribuzione in esclusiva all’Italia da parte di un’azienda cinese, già ordinato in massa da Regioni e ospedali. Presto anche in farmacia. Il costo è di 25 euro.

Il test rapido

E’ in arrivo il “VivaDiag Covid 19“, un test diagnostico in vitro per uso professionale, dove con appena 15 minuti di attesa si può sapere se si è positivi o meno al coronavirus. Veloce, economico, affidabile e presto anche in farmacia: facile da fare anche da soli. Questo è quello che assicura la società che intende commercializzarlo in Italia, l’Alpha Pharma di Bitonto, riguardo questo nuovo kit realizzato nei laboratori cinesi della VivaCheck, a Hangzhou. Il test consentirebbe di calcolare velocemente la quantità di alcuni specifici anticorpi nel sangue umano nell siero o nel neoplasma. Dal costo di 25 euro, consentirebbe di svolgere rapidamente il controllo, sempre comunque guidati “da un medico o da un operatore sanitario esperto, specie nella lettura del risultato”, come ha puntualizzato la società barese.

Quest’ultimo sarebbe distribuito ai presidi medici e ospedalieri, sanitari e forse anche alle farmacie, organizzandosi in caso – per evitare code e affollamenti – con una distribuzione ai richiedenti. La Regione Campania avrebbe già deciso di prenotarne un milione, con ulteriori richieste da Calabria, Basilicata, Sicilia, Liguria e Lombardia. Sempre dalla stessa azienda sarebbero stati recentemente donati all’unità di crisi Coronavirus al Pirellone 2.100 test, destinandoli al “Sacco” e al “Niguarda” di Milano, insieme al “San Matteo” di Pavia. In Puglia l’ordine sarebbe invece arrivato dall’Irccs di Bari per scopi di ricerca, mentre altri cinquemila sarebbero stati ordinati dalla sanità privata GVM, presente nel territorio italiano con ben 28 ospedali in dieci regioni. Secondo i primi test il risultato negativo sui soggetti che lo utilizzerebbero sarebbe sicuro al 100%, sicuro anche l’esito positivo.

Le parole dell’amministratore

“Al momento abbiamo fatto le prime consegne, ma le spedizioni più consistenti ci saranno verso la fine di questa settimana. Ci stiamo lavorando da oltre un mese: abbiamo chiesto diversi pareri ad alcuni degli esperti più importanti, del nord e del sud del Paese, i quali hanno tutti rassicurato sulla bontà del sistema. Poi, per salvaguardare la salute dei cittadini ma anche la reputazione della nostra azienda, abbiamo chiesto il parere di importanti studi legali per metterci al riparo da eventuali attacchi di sciacallaggio nei nostri confronti”, sarebbero queste le prime parole utilizzate da Michele Cassese, amministratore delegato dell’Alpha Pharma. Un test che potrebbe essere utilizzato sugli asintomatici e probabili portatori sani. Tantissime le richieste per il kit, già iscritto nel registro di Farmadati, che si starebbe attivando per riconoscerlo come strumento di cura. Un’importante novità che potrebbe mettere in atto delle ulteriori precauzioni per contenere il contagio da coronavirus. “È un test dall’utilizzo facile e immediato e di grande accuratezza scientifica”, avrebbe assicurato Oronzo Cervelli, direttore generale dell’Alpha Pharma. All’interno di questa confezione ci sarebbe una cassettina per il test, una boccetta di buffer – cioè il liquido reagente – un pungidito monouso, una salvietta con alcool e una micropippetta. Le istruzioni da seguire per effettuare dunque il test. “In uno scenario statistico in cui la previsione è di un rischio contagio per una persona su due – conclude Michele Cassese – ogni realtà imprenditoriale sanitaria ha il dovere di fare la sua. Con grandi sforzi abbiamo irrobustito il nostro tradizionale canale di produzione in Cina con i laboratori altamente specializzati della VivaChek Biotech di Hangzhou, che esporta in America e in molti Paesi europei e del mondo. Siamo convinti che immettere sul mercato il maggior numero possibile, e a prezzi calmierati, di strumenti diagnostici rapidi e affidabili, sia un’urgenza per poter decongestionare il sistema di cura e aumentare gli standard di sicurezza in questo momento nel quale fronteggiamo l’emergenza”.