Coronavirus, il virus può diffondersi con i pacchi dalla Cina?

Coronavirus pacchi

L’allarme Coronavirus continua a destare preoccupazione e per questo motivo in molti sono alla ricerca di continue informazioni sull’argomento in modo tale da poter avere un quadro completo della situazione. In particolare qualcuno si è chiesto se la merce proveniente dalla Cina debba essere o meno considerata pericolosa. Ebbene, vediamo quanto dichiarato in merito dall’Oms.

Coronavirus e i paccchi dalla Cina

Tra le domande ricorrenti, conseguenti l’allarme Coronavirus, si ricorda quella riguardante i pacchi provenienti dalla Cina. In particolare in molti si sono chiesti se un pacco spedito dalle zone dove è diffusa l’epidemia si debba o meno considerare pericoloso. Una domanda senz’ombra di dubbio legittima, dato che la maggior parte dei prodotti vengono assemblati proprio in Cina, così come vari oggetti disponibili in commercio. Ebbene, secondo Christian Lindmeier, portavoce dell’Oms la possibilità è da escludere. “Se io tossisco sulla mano e passo un telefono, per esempio, ci può essere contagio, ma il tempo di sopravvivenza del virus è molto, molto ridotto e forse dopo mezzora non può più contaminare persone”.

A fornire la propria risposta sull’argomento anche il Centro per il controllo e la prevenzione Usa (Cdc) che attraverso una risposta ufficiale ha dichiarato: “La famiglia dei Coronavirus, da cui deriva il 2019-nCoV, è ancora oggetto di indagine scientifica e molto c’è ancora da sapere su come si diffonda. I casi precedenti di Coronavirus, responsabili di infezioni molto gravi che hanno colpito persone come la Mers e la Sars, vedevano entrambe la loro origine nei pipistrelli (sebbene il nuovo Coronavirus sia più vicino alla Sars che alla Mers)”. Per poi aggiungere: “Al momento è difficile capire se questo virus si comporterà come fecero in passato la Sars e la Mers, ma è possibile fare riferimento a questi per orientarci su eventuali dubbi. I Coronavirus difficilmente riescono a sopravvivere sulle superfici e di conseguenza il rischio di diffusione tramite prodotti e imballaggi che solitamente vengono spediti per giorni e settimane a temperatura ambiente è molto basso”.