**Coronavirus: imprenditore italiano a Madrid, curva contagi accelera, situazione si aggrava**

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"La situazione e’ grave e temiamo che qui possa essere peggio che in Italia". A raccontare il timore tra gli italiani a Madrid e’ Francesco Vallo, imprenditore di origini salentine che vive e lavora nella capitale spagnola da dieci anni. "Le misure quando sono scattate sono state subito stringenti ma sono partite in ritardo rispetto all’Italia - racconta all’Adnkronos - hanno perso una o due settimane di tempo perché vedendo quello che stava succedendo in Lombardia le autorità dovevano allarmarsi e intervenire con rapidità". 

"Qui l’otto marzo, quando in Italia si stavano per varare le misure, c’erano ancora manifestazioni in piazza per la festa della donna. C’è stata sicuramente una sottovalutazione e ora a pagare - dice Francesco - il prezzo più alto e’ Madrid, che è anche la capitale economica. Poi una volta scattata l’emergenza anche qui si sono attrezzati creando nuovi centri per aumentare i posti delle terapie intensive in vista del picco". 

Scelte fatte alla luce di una curva del contagio, quella spagnola, che cresce vertiginosamente. "E’ molto accelerata e il timore e’ che dopo aver superato i numeri della Cina si possano superare anche quelli italiani. Rischiamo di pagare un altissimo prezzo per i giorni di ritardo e una sottovalutazione generale, basti pensare che io due settimane fa sono andato in un centro medico per un controllo, quando già si parlava del coronavirus, e il medico che mi ha visitato era senza mascherina, potevo essere un contagiato e nessuno si e’ preoccupato di prendere precauzioni adeguate". 

Come in Italia "anche qui sono aperti i servizi essenziali - racconta ancora Francesco fondatore e gestore di Just Italia, uno spazio gastronomico italiano nel centro di Madrid - e noi stiamo tenendo aperta la nostra attivita’ lavorando solo con le consegne a domicilio. Sopravviviamo grazie al supermercato che vende prodotti italiani che in questa fase di crisi rappresenta la quasi totalità del fatturato, mentre per il delivery del ristorante non c’è molta richiesta. Tanti imprenditori invece che vivono solo di ristorazione hanno preferito chiudere. L’auspicio e’ che passi presto, per tutti".