Coronavirus, Pechino rinvia la sessione annuale del Parlamento, 6 province riducono allerta

(Photo: ASSOCIATED PRESS)

Da un lato la voglia di un “ritorno ordinato” alla normalità, dall’altro la consapevolezza che l’epidemia di coronavirus continua a essere una minaccia globale, sulla cui gestione non sono ammessi passi falsi. È tra queste due spinte che il governo di Pechino è chiamato a decidere e comunicare le sue decisioni, in una tensione che puntualmente produce confusione e segnali discordanti. Le ultime notizie ne sono un esempio lampante: da un lato Pechino decide di rinviare per la prima volta in decenni la sessione annuale del Parlamento in programma il 5 marzo; dall’altra consente ad alcune province cinesi di abbassare la soglia dell’emergenza, passando dal livello 1, quello massimo, al 2 o al 3. Un provvedimento valido per le province di Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi e Guangdong, ma non per l’area di Wuhan, a differenza di quanto comunicato in un primo momento.

Le autorità di Wuhan, infatti, avevano deciso di allentare alcune misure del blocco totale imposto alla città epicentro dell’epidemia, ma “l’annuncio è considerato non valido”, hanno poi rettificato in una nota, poiché le misure erano state prese senza l’assenso del governo centrale di Pechino. La nota precedente, nella quale si annunciava l’allentamento del blocco totale, prevedeva che le persone che non sono “sotto sorveglianza medica o in quarantena” avrebbero avuto il permesso di lasciare l’area. Il presidente Xi Jinping, nei giorni scorsi, aveva auspicato un “ritorno ordinato” alle attività lavorative e produttive.

Conte: “Con Paesi Ue non cambia nulla”

“Non cambia nulla”. Così il premier Giuseppe Conte ha risposto al suo arrivo alla Protezione civile ai cronisti che gli chiedevano se l’emergenza coronavirus in Italia cambiasse i rapporti del nostro Paese con il resto dell’Unione Europea.

“Il nostro Servizio sanitario è all’altezza della situazione e la risposta che stiamo dando è rapida ed efficace come affermato dalla commissaria europea, Stella Kyriakides, con cui sono in costante collegamento”, ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza, a margine della riunione della task force svolta nella sede della Protezione civile. “Ho chiesto a Walter Ricciardi, membro italiano del comitato esecutivo dell’Oms, di coordinare le nostre relazioni con gli organismi sanitari internazionali. Dobbiamo affrontare con metodo coerente e basato sull’evidenza scientifica una sfida che deve vedere unito tutto il Paese”, ha aggiunto Speranza.

Mistero sui morti in Iran 

Un aumento importante nel numero dei morti è avvenuto in Iran, ma ci sono molti dubbi sui numeri effettivi. Nella sola città di Qom ci sarebbero stati 50 morti, secondo l’agenzia semi-ufficiale Isna, che portano il totale a 72. Un deputato di Qom ha accusato il governo di “non dire la verità” a riguardo. Le autorità centrali, però, negano questi numeri: secondo i dati ufficiali del ministero della Salute iraniano i contagiati sono 61, e le vittime 12. Tra i contagiati ci sono anche due parlamentari di Rasht, eletti alle elezioni di venerdì scorso: Ali Aghazadeh e Mahammadali Ramezani. Quest’ultimo sarebbe in condizioni critiche.

Primo caso in Bahrain 

In Bahrain è stato individuato il primo caso di coronavirus: si tratta di un cittadino tornato dall’Iran, fa sapere il Ministero della Salute di Manama. Anche le 3 persone infettate da Covid-19 in Kuwait, nella città di Machhad, sarebbero stati in Iran, secondo l’agenzia locale Kuna. Un contagiato anche in Afghanistan, nella provincia occidentale di Herat. Il Ministro della Sanità afgano Ferozuddin Feroz ha dichiarato l’emergenza in quella zona.

Corea del Sud secondo paese per contagi

Salgono ancora i casi in Corea del Sud. Sono stati confermati altri 161 casi, che portano il bilancio nel paese a 763 contagiati e 7 morti, secondo le stime del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie. Nel pomeriggio, la Corea del Sud ha annunciato altri 70 casi, che portano il totale a 833. Gli effetti del nuovo picco di casi si fa sentire nell’economia: la borsa di Seul ha chiuso con il - 3,87%. Inoltre, il governo ha deciso di sospendere il campionato di calcio, la K-League. 

380 stranieri in quarantena in Corea del Nord

Secondo l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, il governo della Corea del Nord ha deciso di mettere in quarantena circa 380 cittadini stranieri, per la maggior parte diplomatici e affaristi. A differenza del paese limitrofo, Pyongyang non ha registrato nessun caso di contagio. 

Primi casi in Oman

Due casi confermati anche in Oman, i primi registrati nel paese. Si tratta di due donne iraniane: sono in condizioni stabili. Lo afferma la tv di stato dell’Oman. Il governo ha deciso di sospendere tutti i voli da e verso l’Iran “fino a nuova comunicazone”. 

Cio rassicura sulle olimpiadi di Tokyo 2020

Il Comitato Olimpico Internazionale ha rilasciato una nota nel quale fa sapere che “i preparativi per le Olimpiadi di Tokyo 2020 continuano come previsto”., nonostante l’emergenza da covid-19. “Le contromisure contro le malattie infettive costituiscono una parte importante dei piani di Tokyo 2020 per ospitare i Giochi Olimpici sicuri e protetti. Tokyo 2020 continuerà a collaborare con tutte le organizzazioni pertinenti che monitorano l’incidenza di malattie infettive e rivedrà le contromisure che potrebbero essere necessarie con tutte le organizzazioni pertinenti”, si legge. 

 

 

 

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