Coronavirus, indagine su fake news a Bari: accusa di procurato allarme

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Nella giornata del 6 marzo la Procura della Repubblica di Bari ha aperto un’indagine con l’accusa di procurato allarme su alcune fake news a tema coronavirus che negli ultimi giorni sono circolate sul social network Whastapp. L’inchiesta è partita a seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini residenti nei comuni della provincia barese e al momento gli accertamenti verranno eseguiti in particolare su tre casi al momento ancora a carico di ignoti.

Coronavirus, indagine su fake news

La prima segnalazione giunta alla Polizia Postale e ai Carabinieri di Modugno il 22 febbraio riguarda un file audio trasmesso via Whatsapp in cui veniva denunciato il ricovero di 50 persone positive al coronavirus al policlinico di Bari. La registrazione parlava infatti di “Cinquanta persone in quarantena nel Policlinico malati di coronavirus, tutti ragazzi andati a suonare a Wuhan per il concerto di Natale”, aggiungendo di come la colpa fosse di alcuni non meglio precisati poteri forti.

Il secondo caso del 23 febbraio parla invece di una presunta ragazza 24enne di Polignano a Mare positiva al coronavirus e appena tornata dalla città di Wuhan, dove aveva trascorso le festività del capodanno cinese. Nel messaggio veniva inoltre specificato che anche la ragazza era ricoverata al policlinico di Bari, accusando dell’epidemia una cosiddetta Bomba chimica scappata da un laboratorio, in grado di inginocchiare l’economia mondiale e decimare la popolazione mondiale”. L’ultima fake news è invece del 24 febbraio è riguarda invece un articolo pubblicato su di un giornale online, che denunciava un presunto contagio da coronavirus in una fabbrica della zona industriale di Bari.