Coronavirus, infermieri Vicenza: non siamo eroi ma combattiamo

Bnz

Vicenza, 25 mar. (askanews) - "Non lo abbiamo mai voluto prima e non lo vogliamo in questo momento, essere chiamati eroi, anche se come gli eroi combattiamo e non lasciamo mai nessuno da solo. Vogliamo solo essere riconosciuti per quello che siamo. Persone che si occupano di altre persone dalla nascita alla morte. Vogliamo essere chiamati con il nostro nome. Infermieri".

Così in una lettera ai media Stefano Bigarella, vice-presidente Ordine degli Infermieri di Vicenza e Infermiere SUEM 118.

"Come Ordine delle Professioni Infermieristiche, siamo convinti che il benessere, la visibilità e il giusto riconoscimento organizzativo ed economico degli infermieri - sottolinea Bigarella - non sia solo una questione che coinvolge la professione, ma è un argomento che riguarda da vicino la società nel suo insieme e insieme, ognuno per la sua parte, dobbiamo impegnarci affinché la questione assuma l'importanza e la visibilità che merita".

"Sto condividendo questi giorni - prosegue nella sua lettera vice-presidente Ordine degli Infermieri di Vicenza - e notti lunghe e difficili con molti colleghi in ospedale. Senza usare gonfie parole, la cosa che più continua a colpirmi vedendo quelle facce segnate dagli elastici delle mascherine, quei capelli appiattiti dalla cuffia, è il tono della voce, l'energia, l'onore di fare il proprio dovere, l'assenza di lamentele, che so arriveranno e sarà giusto farlo passata la tempesta. Adesso no, ora è il tempo di stare svegli, concedersi agli altri, dare il meglio di sé e nonostante si stia vivendo sotto una forza di gravita decuplicata, di non mollare", ha concluso.