Coronavirus, Infettivologi: serve aiuto cittadini e imprese

Cro/Mpd

Roma, 19 mar. (askanews) - La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali sta coordinando centinaia di specialisti per cercare ottenere successo nella ricerca e nella sperimentazione, ma il cammino è ancora lungo: per questo chiede il supporto dello Stato e della società civile "Non esiste nessuna molecola registrata per il trattamento di infezioni da Covid-19 - sottolinea il Presidente Tavio - e i dati disponibili in letteratura sono pochi, il Vademecum della SIMIT rappresenta un prezioso strumento di supporto per i nuovi protocolli terapeutici per trattamenti che prevedono l'uso di vecchi e nuovi farmaci".

L'emergenza da COVID-19 ha stravolto la vita di tutto il Paese e ha portato medici e infermieri, oltre ad altre categorie, in prima linea nel combattere il virus. Tra gli operatori sanitari, gli infettivologi sono stati tra i primi a ritrovarsi impegnati in questa difficile lotta. La SIMIT ha affrontato la situazione sin dal primo momento e in queste settimane ha intrapreso molteplici iniziative per supportare la popolazione, anche oltre alla spontanea attività clinica. La comunicazione ai cittadini si è fatta ancora più capillare, con tutti i componenti della Società che hanno risposto alle domande dei media, a partire dal Presidente Marcello Tavio, dal Past President Massimo Galli, dal Direttore Scientifico Massimo Andreoni e dal Vicepresidente Claudio Mastroianni, affiancati da tutti le decine di specialisti presenti sul territorio che hanno fatto arrivare la propria voce alle testate locali e nazionali.

In queste settimane sono state rapidamente avviate molteplici iniziative. La sezione della Regione Lombardia, l'area più colpita, lo scorso 13 marzo ha pubblicato il Vademecum SIMIT, frutto del lavoro del "Gruppo collaborativo - Terapia Covid-19 Lombardia", costituito da 46 specialisti provenienti dai principali ospedali lombardi, in particolari gli Spedali Civili della città "focolaio" Brescia. Il vademecum si occupa di definire le caratteristiche principali del Covid-19, su cui esistono ancora troppi dubbi nella popolazione generale, ma soprattutto predispone strumenti di supporto ai clinici per le decisioni terapeutiche, sulla base dei pochi dati disponibili in letteratura. Il Vademecum, insieme agli altri strumenti di lavoro in uso presso il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sarà di grande supporto per infettivologi e altro personale medico degli Ospedali italiani. Sul sito www.simit.org sarà poi possibile scaricare gli aggiornamenti. Il vademecum è anche un primo passo per analizzare il tema delle cure. Non esiste infatti nessuna molecola registrata per il trattamento di infezioni da Covid-19. Esistono tuttavia delle sperimentazioni in corso sull'utilizzo di alcuni antivirali che hanno mostrato efficacia su Covid-19.

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