Coronavirus, infettivologi Simit: ospedali detonatori del virus -2-

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Roma, 9 mar. (askanews) - "Il programma di diagnosi precoce e isolamento a domicilio dei casi lievi-moderati - chiarisce Tavio - agirebbe infatti sul fronte visibile di avanzamento dell'epidemia, che è chiaramente rappresentato dalla trasmissione diretta da persona malata a persona sana. Resterebbero escluse le persone infette asintomatiche, che sono una minoranza e rappresentano una modalità di diffusione dell'epidemia di COVID-19 meno efficiente rispetto a quella che passa per i sintomatici. Per assicurare ai pazienti con COVID-19 lieve-moderata isolati a domicilio le necessarie condizioni di sicurezza si deve prevedere la consegna immediata al momento della diagnosi di un kit di dispositivi di protezione per paziente e familiari, l'attivazione di una reperibilità telefonica dedicata h24, e l'allerta dei MMG e dei competenti servizi territoriali e sociali".

"Per tentare di bloccare l'epidemia bisogna fare diagnosi precoci negli ospedali, perché gli ospedali sono il detonatore dell'epidemia - ammonisce il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT - quando in un ospedale entra un paziente malato trova pazienti fragili. Non è come quando nell'ambiente esterno incontra persone sane, su cui non è sicuro che si svilupperà la malattia. Negli ospedali tutti si ammaleranno e ognuno di questi pazienti diventerà una piccola bomba biologica. Per questo bisogna assolutamente fare la diagnosi precoce, per la quale si deve creare nella regione una rete di ospedali che possano fare un test a tutte le persone che abbiano una sintomatologia respiratoria. Questo è ciò che abbiamo appreso fino ad adesso. Se non si procedesse così, si verificherà un continuo inseguimento a posti in terapia intensiva e di reparto. Se non si fanno queste diagnosi precoci, si commette un grave errore".