Coronavirus in Inghilterra, Johnson: “Molte famiglie perderanno i loro cari”

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Non solo Brexit politica ma anche sanitaria: mentre la maggior parte dei paesi europei sta adottando misure drastiche per far fronte all’emergenza coronavirus, Boris Johnson per l’Inghilterra ha scelto una linea opposta. Lasciare tutto aperto perché anche chiudendo tutto non si risolverebbe la situazione e fare in modo che la diffusione dei contagi sia spalmata nel tempo.

Coronavirus in Inghilterra: la linea di Boris Johnson

Pronunciate direttamente da Downing Street, le parole del Premier con cui annunciava il modo in cui avrebbe gestito l’epidemia hanno fatto discutere. Soprattutto la frase “Molte famiglie perderanno i loro cari” e la seguente in cui asseriva che, nonostante i casi accertati siano in numeri ancora contenuti, quelli reali potrebbero toccare già i 10.000. Ciò che ha lasciato ancora più perplessi è che di fronte a questa situazione ha deciso di far andare avanti il paese come se nulla fosse.

A Londra le strade sono affollate, i college e le università aperte e la vita non è minimamente cambiata. Nessun assalto ai supermercati se non a qualche reparto più vuoto rispetto al solito, ma nulla di non rimediabile. L’opposto di ciò che sta accadendo in Italia e Francia, i cui governi hanno imposto limitazioni e chiuso ciò tutto ciò che era possibile chiudere. Johnson ha ammesso che il Paese si trova di fronte alla più seria emergenza sanitaria. Ma ha altresì asserito che secondo lui misure stringenti non farebbero grande differenza e potrebbero addirittura risultare controproducenti.

A supportarlo esperti scientifici e sanitari britannici, che hanno spiegato che bloccare il virus è pressoché impossibile e che l’unica strategia è quella di dilazionarne la diffusione nel tempo. Solo in questo modo il sistema sanitario potrà gestirlo ed evitare il collasso. Hanno anche affermato che non bisogna desiderare che i contagi si limitino perché è meglio che la popolazione sviluppi da sé gli anticorpi.

Una linea che ha ricevuto molte critiche ma anche diversi apprezzamenti tra cui quello del Times. Il giornale ha scritto che Johnson si sta comportando da statista senza cedere alle soluzioni che sembrerebbero più ovvie e naturali. C’è infatti chi l’ha paragonato a Churchill che prometteva “sangue, sudore e lacrime” e chi a Quinto Fabio Massimo che sconfisse Annibale.