Coronavirus, ipotesi inoculazione terza dose vaccino in Italia

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Terza dose vaccino Covid
Terza dose vaccino Covid

La ministra degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, si è espressa in merito all’ipotesi di somministrare una terza dose di vaccino, da inoculare a distanza di svariati mesi dalla seconda dose, al fine di rinvigorire la presenza degli anticorpi all’interno dell’organismo umano.

Terza dose vaccino Covid: la campagna vaccina in Italia

In Italia, la campagna vaccinale per contrastare la diffusione del coronavirus procede in modo pressoché costante e, a partire dalla giornata di giovedì 3 maggio, le prenotazioni sono state aperte a tutti i cittadini, annullando di fatto le limitazioni precedentemente imposte per fasce d’età.

Tuttavia, mentre la maggior parte degli italiani attende ancora di essere convocata per ricevere la prima dose di vaccino, uno dei temi più dibattuti del momento riguarda l’ipotesi legata alla somministrazione di una terza dose di vaccino da iniettare a distanza di alcuni mesi dalla ricezione della seconda dose. In questo modo, la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario verrebbe incrementata, fornendo anche una maggiore protezione contro le varianti del SARS-CoV-2 che circolano a livello nazionale e internazionale.

La questione, del resto, appare particolarmente urgente da chiarire soprattutto in considerazione del fatto che, alla fine del mese di giugno, sarà ormai già trascorso un semestre dal momento in cui il personale sanitario italiano ha ricevuto la prima dose di vaccino.

Terza dose vaccino Covid, Gelmini: “Questione prematura”

L’ipotesi di inoculare una terza dose di vaccino è stata commentata dal ministro degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, che ha invitato sia la popolazione che gli addetti ai valori alla calma, sottolineando come l’argomento sia in realtà estremamente prematuro da affrontare rispetto alla situazione che il Paese sta vivendo.

A questo proposito, infatti, interrogata sul tema nel corso del Festival dell’Economia di Trento, l’esponente di Forza Italia ha spiegato: “Dobbiamo procedere con gradualità, dobbiamo garantire la seconda dose a tutti, passiamo l’estate e poi ce ne occuperemo. La cosa importante è completare, senza ansia e senza affastellare obiettivi che verranno dopo, il compito che ci siamo dati. Fermiamoci qua”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, invece, ha recentemente spiegato che “sarà molto probabile dover fare una terza dose di vaccino”.

Terza dose vaccino Covid: tempistiche e indicazioni delle case farmaceutiche produttrici

La possibilità di somministrare una terza dose di vaccino è stata esaminata anche dal presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, secondo il quale il richiamo potrebbe essere iniettato a distanza di almeno dieci mesi dalla ricezione della seconda dose.

Intanto, insieme a Maria Stella Gelmini a Trento, era presente anche il presidente del Friuli-Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, che ha rivelato: “Al momento, non siamo stati allertati dal Governo sulla terza dose”.

Il politico, inoltre, ha anche precisato che, prima di procedere con la distribuzione di un’eventuale terza dose, è necessario attendere che le case farmaceutiche produttrici dei vaccini forniscano chiare disposizioni a riguardo.

Su questa stessa posizione, si trova il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che ha asserito: “Credo che la terza dose sia un tema scientifico e quindi lo lasciamo agli scienziati: che ci dicano quando eventualmente servirà”.

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