Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): quasi escluso altri contagi

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Roma, 31 gen. (askanews) - "Ci aspettavamo questi casi, eravamo preparati. Li abbiamo identificati precocemente e isolati. I pazienti sono in buone condizioni, sono giovani, con un quadro da normale influenza. Non c'è terapia per questa infezione, i pazienti vengono trattati con farmaci sintomatici esattamente come per l'influenza, resteranno isolati per qualche giorno e trattati dal nostro personale che è eccezionale". Lo ha detto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, a Circo Massimo su Radio Capital sui turisti cinesi ricoverati per il coronavirus.

"Il resto della comitiva lo stiamo monitorando come misura di estrema precauzione: seguiamo il modello della sorveglianza sanitaria e con loro stiamo adottando i controlli esattamente come chi passa per uno screening aeroportuale, quindi non sono quarantena ma in controllo sanitario", ha aggiunto.

I due contagiati hanno girato per una settimana in Italia "ma i cittadini devono stare tranquilli - ha spiegato - perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche appena i due turisti hanno avuto i sintomi sono state seguite tutte le procedure. Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi. Di norma l'infezione viene trasmessa solo da persone che hanno i sintomi. Durante l'incubazione non si trasmette virus a meno di eccezioni eccezionali eccezionalmente. Siamo ragionevolmente tranquilli".

Come consigli per la vita quotidiana valgono "le stesse misure per la normale influenza. Lavarsi le mani quando si entra in contatto con persone con sintomi respiratori. Consiglio di consultare i siti internet ufficiali. Ci sono troppi parolai e venditori di frottole. Anche se viene a contatto con un caso ma non ha una esposizione diretta e prolungata contatto con una persona malata il rischio di trasmissione è vicino allo zero. Non si trasmette attraverso oggetti, viaggiando sullo stesso mezzo pubblico purché non ci sia a contatto diretto e ravvicinato", ha concluso Ippolito.