Coronavirus, Israele dice stop agli italiani e li rimpatria

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L’Autorità per l’immigrazione d’Israele ha detto no agli italiani per il rischio di contagio da Coronavirus. È accaduto all’aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv, quando sono atterrati dei voli dall’Italia con passeggeri provenienti da Bergamo, Milano, Venezia e Roma.

Coronavirus: niente italiani a Israele

Gli ispettori dell’immigrazione hanno fatto tornare sugli aerei diverse persone, si stima fossero ben 23, per farli rimpatriare. Gli italiani, insomma, non possono più entrare in Israele. La decisione è stata presa dal Ministero della Sanità israeliano dopo l’annuncio di un primo caso di Coronavirus, un uomo rientrato dall’Italia.

Secondo direttive, tutti gli israeliani provenienti dal nostro Paese verranno messi in quarantena per 14 giorni. “Anche altri Paesi hanno adottato misure preventive simili”, ha dichiarato l’Ambasciata d’Israele a Roma.

India, Turchia e Russia hanno avuto la stessa idea, annunciando 14 giorni di quarantena per chiunque si sia recato in Italia dal 10 febbraio 2020 e sconsigliando viaggi nel nostro Paese.

In Europa italiani ancora benvenuti

Misure meno dure quelle della Bulgaria e Repubblica Ceca: i Paesi hanno chiesto ai cittadini di visitare le aree colpite dal Coronavirus solo se inevitabile. Per i voli in arrivo a Praga dall’Italia sono previste uscite riservate, con screening ad hoc e misure igieniche potenziate.

Per il momento la Francia non chiude le porte agli italiani, secondo quanto dichiarato dal presidente Macron, e nemmeno gli Stati Uniti. I centri per il controllo e prevenzione delle malattie americani dichiarano attenzione di livello 2 (su 3) verso i viaggi in Italia. Donald Trump si è detto pronto a bloccare i voli quando sarà necessario.

Tanti italiani positivi al Coronavirus

Ci si aspetta misure simili a quelle di Israele anche da parte di Gran Bretagna e Svizzera. I casi di Coronavirus registrati riguardano, direttamente o meno, degli italiani.

In Inghilterra sono due persone di cui una proviene da Tenerife, dove un albergo si trova in quarantena per via del virus riscontrato in quattro nostri connazionali, e l’altro sembra essere passato per l’Italia.

Nel frattempo, un italiano rientrato in Danimarca con la sua famiglia è risultato positivo al Coronavirus. In Romania un ragazzo, entrato in contatto con il 71enne di Rimini che aveva contratto il virus, rappresenta il primo caso nel Paese.

In Spagna, nella regione di Valencia, un uomo che si era recato a Milano il 19 febbraio 2020 è risultato positivo, anche se ci sono altri 13 casi confermati.