Coronavirus Italia, allarme farmacisti da Milano a Palermo

webinfo@adnkronos.com
·7 minuto per la lettura

Emergenza ossigeno, a anche mancanza di vaccini antinfluenzali e malattie non Covid da curare e trascurate a lungo. E' allarme in tutta Italia, da Milano a Palermo, fra i farmacisti al servizio dei cittadini, testimoni della paura che sta investendo la popolazione dopo l'aumento dei contagi di giorno in giorno.

"C'è molta paura, c'è preoccupazione". E il timore di ammalarsi di Covid-19 a volte è tanto grande che porta a "non seguire la propria patologia, a non andare a fare visite specialistiche". Se ne accorgono ogni giorno le farmacie, che fin dall'inizio della pandemia hanno tenute le porte "sempre aperte", ricorda all'Adnkronos Salute Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. Fari accesi sui bisogni del territorio, "al servizio dei cittadini cercando di aiutarli in tutti i modi, dalla dematerializzazione della ricetta alla consegna di medicinali a domicilio".

"E' stato detto quanto purtroppo siano aumentati gli ictus, gli infarti, le diagnosi di cancro" nell'Italia tutta ripiegata sulla guerra al nuovo coronavirus. Testimoni di questa "paura" che a volte paralizza, "noi farmacisti cerchiamo di far arrivare un messaggio fondamentale: non bisogna spaventarsi - avverte Racca - ai primi accenni bisogna rivolgersi comunque a medici e specialisti. E' troppo, troppo importante" non trascurare la prevenzione e la cura delle malattie non Covid.

ROMA - E da più parti, in Italia, si sta sollevando il problema della carenza di ossigeno nelle farmacie "ma a mancare non è il contenuto bensì il contenitore, le bombole appunto. Questo accade perché i cittadini troppo spesso, dopo l'uso, non le riportano in farmacia, per i motivi più svariati, magari per dimenticanza, magari perché hanno preso una bombola 6 mesi fa, il parente nel frattempo è morto o non ne ha più bisogno e l'hanno lasciata in garage". Lo riferisce all'Adnkronos Salute il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti, che però rassicura: "sicuramente c'è un incremento nell'uso, ma al momento su Roma non abbiamo particolare carenza".

"Ho appena sentito un paio di fornitori di ossigeno, che fabbricano e caricano le bombole - riferisce ancora Cicconetti - i quali mi hanno appunto raccomandato di fare un richiamo dei contenitori alle farmacie, che a loro volta lo faranno ai proprio clienti, a riportare le bombole che hanno in casa nelle farmacie dove sono state prese", spiega.

"Questa mattina è arrivata" nelle farmacie di Roma e provincia "l'ultima tranche di 20mila dosi di vaccino che sono andate esaurite in 3 ore. Con quella di oggi, abbiamo erogato 100mila dosi, 20mila a settimana, forniteci dalla Regione Lazio, e destinate alla fascia di popolazione attiva 18-59 anni (che non rientra cioè tra le categorie protette), ma la richiesta è stata sempre altissima", continua Cicconetti, che spiega: "Non c'è carenza, ma quelli che arrivano finiscono subito, anche perché lavoriamo su prenotazione, e quando disponibile il paziente che ha prenotato lo trova. Certo - riflette - tutto questo rallenta i tempi, il vaccino finisce subito e forse si rischia di arrivare un po' fuori tempo in vista dell'ondata di epidemia influenzale".

Cicconetti ricorda inoltre che "venerdì scorso la Regione Lazio, dal momento che i centri vaccinali sono un po' in ritardo con gli appuntamenti, ha ampliato la fascia di età che può ritirare, sempre su prescrizione medica, il vaccino in farmacia. Ora è prevista anche quella 6-19 anni, per cui ci aspettiamo, come promesso, l'invio da parte della Regione di altri vaccini".

NAPOLI - Ed è allarme ossigeno anche in Campania. "Da una decina di giorni è fortemente aumentata la richiesta. Nella mia farmacia da sabato non ho più bombole di ossigeno e la carenza è seria". Un problema legato anche al fatto che diversi pazienti "trattengono i contenitori a casa, senza restituirli, anche se non ne hanno immediato bisogno". Oggi però "la Regione ha autorizzato la vendita alle farmacia dell'ossigeno liquido, normalmente distribuito dalle Asl: chi ne ha bisogno può prenotarlo con prescrizione. E la società distributrice si incarica di consegnare a domicilio del paziente. E questo può rappresentare una svolta". A fare il quadro all'Adnkronos Salute Michele Di Iorio, farmacista di Napoli, ex presidente della Federfarma provinciale e attualmente componente del Consiglio dell'associazione dei farmacisti titolari partenopei.

"L'ossigeno - spiega Di Iorio - non è carente come sostanza. Ciò che manca sono i contenitori, le bombole che vengono 'prestate' agli utenti. Ora non c'è il normale circolo, visto che vengono trattenute in forma preventiva. E' un fenomeno che si sta registrando in maniera più accentuata da una settimana a questa parte".

Si sono unite diverse emergenze: "La negligenza di chi ha preso le bombole senza restituirle, l'esigenza di chi, indipendentemente dal Covid, ha necessità di ossigeno, i cittadini, che sotto l'effetto dell'allarme carenza, fanno le scorte e si tengono a casa i contenitori. In questo caso l'egoismo da Covid rischia di fare danni".

L'ossigeno liquido invece "è gestito direttamente della ditta che si occupa anche delle bombole. Con questo sistema non c'è pericolo di dispersione dei contenitori. Per questo la decisione di questa mattina di distribuire l'ossigeno liquido attraverso le farmacie, con prescrizione medica, può migliorare la situazione", spiega Di Iorio

Sul fronte vaccini antinfluenzali, si sono esaurite in un'ora le 11 dosi che la Regione Campania ha distribuito a ciascuno dei 1.600 eserciz : "Le fiale sono arrivate martedì scorso e sono finite immediatamente", racconta ancora Di Iorio all'Adnkronos Salute. "In questo momento il farmaco più richiesto nelle farmacie - dice Di Iorio - è proprio il vaccino antinfluenzale. Ma, quest'anno la Regione Campania ha acquistato 2 milioni e 400 mila dosi e le farmacie non ne hanno avuto disponibilità per le persone che abitualmente lo comprano. Un problema solo lievemente attenuato dalla consegna di 11 fiale per ciascuna farmacia campana". Un numero "troppo esiguo", secondo Di Iorio.

"Servirebbero almeno 30 dosi per farmacie. E ci auguriamo che la Regione riesca a procurarci almeno altre 20 fiale da distribuire - sottolinea - Altrimenti ci sarà la fascia più attiva della popolazione, che è anche quella più esposta all'influenza, totalmente priva di vaccino. E in caso che la pandemia degeneri ulteriormente, non si potrà fare una diagnosi differenziale. Quest'anno vaccinare anche le persone attive era particolarmente importante per ridurre i tempi di diagnosi per Covid", ha concluso Di Iorio che questa mattina ha richiamato "la ditta che distribuisce il vaccino. Non ci sono nuove comunicazioni. Ma sono ottimista. Fino alla fine del mese ci si può vaccinare con efficacia". Al momento "i farmacisti campani stanno raccogliendo le prenotazioni. E, nel caso, distribuiremo in base alle richieste. Nella mia farmacia le prenotazioni sono già più di 20".

PALERMO - "Ad oggi i vaccini antinfluenzali non sono disponibili in nessuna farmacia di Palermo, ma il problema è a livello provinciale e anche regionale. Sono arrivate dosi insufficienti, parliamo di appena 12-13 a farmacia. Questa situazione ci preoccupa molto e pone anche la questione del superamento del il Titolo V. E' chiaro che occorre provvedere a garantire il diritto alla salute dal Nord al Sud del Paese", spiega quindi all'Adnkronos Salute Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo.

"C'è un dialogo continuo con l'assessore regionale - aggiunge Tobia - ci auguriamo di ottenere un risultato in tempi brevi, ma c'è la necessità di tagliare la tantissima burocrazia che non fa altro che aumentare la mole di lavoro dei farmacisti già super stressati dal momento d'emergenza".

E ancora: "Ci sono gravissime difficoltà nel reperire l'ossigeno liquido medicinale, quello che viene rifornito attraverso le bombole dalle farmacie per l'ossigenoterapia. La normativa - continua Tobia - è cambiata e non è più possibile usare altri contenitori, anche se a Bergamo durante l'emergenza le aziende sono state autorizzate. In più sempre la normativa non ci permette di rintracciare le persone che magari tengono le bombole a casa o in campagna per una erogazione saltuaria che però oggi, con l'emergenza Covid, deve passare in secondo piano".

Ma non è tutto: "Stiamo notando sempre più persone che vengono nelle farmacie con richieste per terapie anti-Covid 'fai da te'. Questo è pericolosissimo', denuncia ancora. "Ci chiedono l'idrossiclorochina, cortisone, antivirali vari - aggiunge preoccupato Tobia - per poi magari fare un 'mix' di questi farmaci. E' chiaro che cerchiamo di stoppare questo tipo di fenomeno, ma la domanda legata all'emergenza in corso è in aumento".