Coronavirus, in Italia almeno 100 mila contagi: la stima di Gimbe

coronavirus italia contagiati gimbe

Sarebbero almeno 100mila i contagi da coronavirus in Italia. La Protezione civile, quindi, starebbe sottostimando i casi positivi in quanto non ancora identificati. La rilevazione proviene dalla fondazione Gimbe di Bologna. Il presidente della fondazione Nino Cartabellotta ha avvertito tutti. “La sottostima, – ha detto il presidente – se da un lato può attenuare le preoccupazioni sulla gravità della Covid-19, dall’altro non deve in alcun modo fare abbassare la guardia”.

Coronavirus in Italia: le stime di Gimbe

Gimbe, insomma, restituirebbe una fotografia del coronavirus in Italia realistica ma ancora in attesa del picco dei contagi. La fondazione non ha scopi di lucro ed il suo scopo è, come si legge dal sito ufficiale “migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico”. Le stime di Gimbe arrivano a tre settimane dal primo caso positivo di Codogno in Lombardia.

70mila non identificati

“Gravità e tasso di letalità sono ampiamente sovrastimati – hanno fatto sapere dalla fondazione – perché ci sono almeno 100mila casi di contagi al coronavirus , di cui 70mila non identificati, mentre i tassi di letalità in Lombardia ed Emilia Romagna, prossimi al 10%, documentano un sovraccarico degli ospedali. Il distanziamento sociale può evitare il disastro sanitario al Sud”. Bisogna ricordare che secondo la Protezione civile ci sono circa 28mila contagiati confermati in Italia.

La situazione in Europa

L’Italia sarebbe ormai sulla strada giusta per combattere il coronavirus ma gli altri Paesi europei così come gli Stati Uniti non devono perdere altro tempo. Sono necessarie quanto prima misure di prevenzione e contenimento. In Europa, infatti, c’è da rilevare un ritardo di circa dieci giorni rispetto all’Italia e solo adesso stanno introducendo le prime fasi restrittive.

Rigorosità e tempestività

“Considerato che l’efficacia delle misure di distanziamento – ha detto Cartabellotta – dipende dalla loro rigorosità, dalla tempestività e dall’aderenza dei cittadini, Europa, Stati Uniti e tutti i paesi del mondo, dovrebbero fare tesoro dell’esperienza (e degli errori) del’’’lia. Sarà molto più difficile predisporre misure straordinarie per fronteggiare la recessione economica se i paesi del G7 e del G20 si troveranno disallineati nella gestione dell’epidemia e delle sue conseguenze sui mercati finanziari”.