Coronavirus in Italia, Conte illustra piano per nuove restrizioni

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Coronavirus in Italia, Conte illustra piano per nuove restrizioni
Coronavirus in Italia, Conte illustra piano per nuove restrizioni

Roma, 2 nov. (askanews) – Calano i contagi, ma calano anche i tamponi: sono 22.253 i casi registrati nelle ultime 24 ore in Italia; 233 i morti mentre 3.637 i guariti. È questo il bollettino quotidiano rilasciato dal ministero della Salute. E, come ogni lunedi, sono calati anche i tamponi: circa 135mila, a fronte di oltre 200mila degli ultimi giorni.

“Il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico – ha osservato il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera e al Senato -. La pandemia corre inesorabilmente e impetuosamente in tutto il continente, costringendo ciascun Paese a individuare e adottare misure progressivamente più restrittive”.

Il premier ha così annunciato un nuovo Dpcm entro mercoledì. “Siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza e massima precauzione” assumendo “una decisione, orientata ai principi di proporzionalità e adeguatezza, che contempli nuovi interventi restrittivi, modulati e differenziati sulla base del livello di rischio concretamente rilevato nei territori”.

In pratica il prossimo Dpcm individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive. “Pensiamo – ha concluso Conte – di disporre la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano all’interno dei centro commerciali”. Chiusura anche di sale da gioco e delle sale bingo, sale scommesse, videogiochi. Chiuderanno anche musei e mostre, “prevediamo – ha aggiunto Conte – anche la riduzione fino al 50% del limite di capienza dei mezzi di trasporto locali. Infine prevediamo di porre un limite agli spostamenti da e verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità”.