Coronavirus, italiani positivi bloccati a Dublino: “Nessun medico ci ha visitato”

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Diciassette ragazzi italiani sono bloccati a Dublino perché quindici di loro sono risultati positivi al coronavirus. Si tratta di un gruppo di assistenti di volo Ryanair che, dopo aver seguito un corso a Bergamo, si sono recati in Irlanda dove hanno scoperto di aver contratto l’infezione.

Coronavirus: italiani bloccati a Dublino

Il gruppo, composto da giovani siciliani, il 2 marzo 2020 aveva preso un volo per Bari. Da qui, il sabato successivo, un altro per Dublino. Al loro arrivo però una ragazza si è sentita male in albergo accusando i sintomi tipici del virus e così, portata in ospedale, i medici le hanno effettuato il test. Essendo risultata positiva hanno fatto le analisi anche su tutti gli altri ragazzi dato che erano venuti a stretto contatto con lei. Così la maggior parte di loro ha scoperto di aver contratto l’infezione.

Ora tutti si trovano in isolamento in una struttura che le autorità irlandesi hanno messo loro a disposizione fino al 26 marzo. In tale data dovranno lasciarla senza sapere dove andare e per questo stanno cercando di contattare la Farnesina affinché li aiuti a tornare in Italia.

Il portavoce del gruppo ha spiegato che nessuno di loro, a parte quattro ragazze che sono state portate in ospedale perché stavano male e poi sono state dimesse, ha mai ricevuto una visita da un medico. Ci sono soltanto alcuni assistenti sociali che portano loro dei generi alimentari ma “non sappiano nulla né delle condizioni sanitarie né di come dobbiamo comportarci“. Anzi, ha anche affermato di aver avuto il permesso di uscire dalla struttura pur essendo risultato positivo solo cinque prima.

Dato che il 26 marzo dovranno obbligatoriamente abbandonare l’edificio in cui si trovano, si sono già messi in contatto con l’ambasciata italiana a Dublino per sapere come muoversi. Il loro auspicio è quello di essere rimpatriati o al massimo di essere aiutati a trovare una sistemazione. Ha poi fatto sapere che Ryanair ha assicurato loro che non appena riprenderanno i voli e sarà superata l’emergenza potranno ricominciare a lavorare. “Ed è quello che ci auguriamo tutti noi“, ha concluso.