Coronavirus, Iv: Italia e Svizzera collaborino per frontalieri

Lsa

Roma, 12 mar. (askanews) - "Italia e Confederazione Elvetica siano unite nell'affrontare questa emergenza, definita come pandemia anche dall'Oms. Non si tratta infatti solo di un problema italiano, il Covid19 non ha nazionalità. In queste ore abbiamo raccolto le preoccupazioni e i disagi di molti lavoratori italiani transfrontalieri in Ticino, che temono per la loro salute e per il posto di lavoro. Qualora anche la Confederazione dovesse adottare misure restrittive sul lavoro, chiediamo che si tuteli l'occupazione dei cittadini italiani transfrontalieri". Così in una nota i deputati di Italia Viva, Maria Chiara Gadda, Massimo Ungaro e Mauro Del Barba.

"Abbiamo sentito in queste ore la Farnesina, di cui cogliamo l'immediata operatività, e soprattutto ringraziamo l'ambasciatrice svizzera in Italia, Rita Adam, per il lungo e cordiale colloquio. Abbiamo concordato - spiegano - che è necessario affrontare insieme l'emergenza coronavirus, che interessa i cittadini di entrambi i Paesi. L'emergenza sta però rendendo sempre più difficile la quotidianità degli oltre 70.000 transfrontalieri che ogni giorno varcano il nostro confine per andare a lavorare in Svizzera. Auspichiamo che a breve anche la Confederazione Elvetica possa mettere in atto nei luoghi di lavoro e di aggregazione, le norme di precauzione sanitaria che l'Italia ha già deliberato per contrastare la diffusione del virus. Per lavorare in sicurezza dal contagio - continuano i deputati di Italia Viva - è infatti necessario attenersi alle indicazioni date dalle Autorità Sanitarie. Anche per evitare richieste insolite fatte ai nostri connazionali, come quella di restare a dormire vicino ai luoghi di lavoro in Ticino e di motivarne il diniego. Non vorremmo - concludono - che queste misure risultino discriminatorie".