Coronavirus, Johnson: "Siamo in guerra"

webinfo@adnkronos.com

Come per i "governi di guerra", l'attuale governo britannico farà "tutto quello che serve" per sconfiggere il virus e sostenere l'economia. Lo ha detto il premier Boris Johnson, nella conferenza stampa quotidiana dedicata all'emergenza coronavirus. Il premier ha anticipato che "nei prossimi giorni" potranno esserci "ulteriori" misure da parte del governo, con un passo "più veloce" rispetto alle ultime settimane per "proteggere vite e il servizio sanitario nazionale". "Dobbiamo imparare da altri paesi", ha detto ancora Johnson.  

"Vogliamo fermare la trasmissione della malattia" e per questo è necessario "evitare tutti i contatti non necessari", ha ribadito Johnson. Il premier, dopo l'annuncio di ieri, ha chiesto nuovamente ai britannici di non recarsi in posti dove potrebbero contrarre o diffondere la malattia, come pub, ristoranti, "assembramenti piccoli e grandi". Da parte del governo britannico, però non sono ancora state annunciate chiusure forzate, come avvenuto in Italia e in altri Paesi europei.  

"Whatever it takes". L'espressione usata da Mario Draghi quando l'euro era sotto attacco è stata presa in prestito da Johnson per sottolineare la determinazione del governo britannico nel sostenere l'economia del Paese davanti all'emergenza. "We will do whatever it takes", faremo tutto quanto sarà necessario, ha più volte detto il premier britannico nel corso della conferenza stampa. L'uso dell'espressione utilizzata dall'allora presidente della Bce non è passato inosservato ed è sottolineato dai media britannici. La stessa espressione è stata più volte usata anche dal cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak, che ha illustrato nel dettaglio le misure decise dal governo.