Coronavirus, l’appello di Giorgia malata di tumore: “State a casa”

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Giorgia Butera è una sociologa siciliana malata di tumore al tempo del coronavirus: purtroppo “per me, paziente oncologica, è il momento peggiore”, ha confessato in un’intervista a Fanpage. “Sono stanca e mi dispiace dirlo perché molta gente da me si aspetta sempre la forza“. Il suo appello a tutte le persone è quello di restare in casa: “Fatelo per me – ha aggiunto -, fatelo per voi”.

Coronavirus, l’appello di una malata di tumore

Ha scoperto di avere un tumore la scorsa estate e da lì sono iniziate una serie di radioterapie e chemioterapie. Giorgia Butera è una donna siciliana di Palermo malata di cancro ai tempi del coronavirus. Ogni giorno, con la mascherina sulla bocca e le stampelle alla mano, si reca in ospedale a Palermo per sottoporsi alle cure necessarie. Per lei questo momento è difficile e il suo racconto purtroppo rivela una realtà cruda. “Vivo questo dramma in tempi di coronavirus con la paura e il timore – ha detto Giorgia – perché se in ospedale qualcuno dei medici va in quarantena, saltano tutti i nostri protocolli. E sarebbe una catastrofe per noi malati oncologici”.

Per i pazienti oncologici la rapida diffusione del Covid-19 è un problema da non sottovalutare. “Siamo immunodepressi e quindi rischiamo qualunque infezione, qualunque altra malattia essendo privi di difese immunitarie”, ha spiegato Giorgia. “Tutti gli accompagnatori di noi pazienti sono stati mandati via perché nessuno oltre noi può stare in ospedale e perché il rischio contagio è altissimo in quei reparti“. L’appello straziante che fa a tutta la popolazione è lo stesso di medici, infermieri, istituzioni e media: “Ragazzi, non è il momento di uscire e divertirsi, ma quello di stringere forte i denti e stare a casa quanto più possibile, perché il contagio dipende da noi”.

A tutti coloro che ogni giorni si aspettano un incoraggiamento da questi pazienti, Giorgia dice: “Stay Strong, lo dico sempre a me nei momenti più difficili e drammatici. L’Italia deve essere forte oggi più che mai“.