Coronavirus, l’Italia chiusa per decreto

Coronavirus, l’Italia chiusa per decreto

Milano, 12 mar. (askanews) – Da Roma a Milano, tutta l’Italia si è risvegliata in una gigantesca zona rossa. E’ entrato in vigore oggi – fino al 25 marzo – il decreto con cui il governo ha operato una nuova stretta sul Paese per battere il coronavirus.

Le strade sono deserte come nei giorni passati. Ma oggi, se possibile, sono ancora più spettrali: il decreto infatti prevede la chiusura di ulteriori attività e servizi non essenziali. Stop anche a bar, pub e ristoranti, oltre a tutti i negozi dello shopping. I trasporti pubblici sono garantiti e restano aperti anche idraulici, meccanici, benzinai, tabaccai, edicole, farmacie e supermercati.

A Milano fuori dai pochi negozi aperti si rispetta con pazienza la fila e la distanza di sicurezza. Questo vale per i tabaccai, ma anche per i supermercati accessibili con ingressi contingentati. Ogni esercizio espone indicazioni sulle porte a vetro o sulle saracinesche abbassate.

Il Bar Tabacchi vende sigarette – e pare che in mattinata in molti abbiano chiesto direttamente le stecche – ma il bancone per bere il caffè è off limits.

I parchi sono deserti, se si esclude la presenza di qualche cane a spasso con i padroni, ma nelle ora più calde si vedono genitori che sfidando le restrizioni portano i bambini fuori a giocare. A Roma i mercati rionali sono semi chiusi. Aperte le bancarelle che vendono prodotti alimenatari, chiuse tutte le altre, come da disposizioni del decreto del governo che punta a sconfiggere il virus azzerando, o quasi, i contatti tra le persone.