Coronavirus, la lettera di Mino: “Non ho potuto salutare papà”

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Mino Alterio ha perso il padre per cause naturali, ma a causa dell’emergenza coronavirus non ha potuto celebrare il funerale come molte famiglie in questi giorni e ha deciso di scrivere una lettera in cui invita tutti a resistere.

Coronavirus, lo sfogo di Mino

L’emergenza coronavirus ha reso impossibile qualsiasi tipo di contatto, compreso l’ultimo saluto ai propri cari. Tutte le celebrazioni religiose, comprese i funerali, sono stati aboliti e chi perde un proprio affetto non può più nemmeno salutarlo come si deve per un’ultima volta.

Lo sa bene Mino Alterio, un ragazzo che ha perso il padre in questi giorni non per infezione da Covid-19, ma per cause naturali. Anche per lui è stao imposto il divieto di salutare il padre, e così ha deciso di scrivere una lettera a Fanpage, dove cerca di trasmettere un importante messaggio di speranza.

Nemico invisibile

Il Covid-19, anche se non fisicamente, non sta risparmiando niente e nessuno. Ha minato, sta minando, quotidianità acquisite; gesti, abitudini neanche più apprezzati, sono aggrediti e sovvertiti da un nemico invisibile. Siamo alla mercé di un organismo che mette in discussione ogni nostra convinzione, necessità o bisogno. E lo fa in silenzio, quasi in modo impercepibile: ma i risultati sono catastrofici“, questo è l’incipit straziante della lettera di Mino.

Il conforto a chi resta, che anche se – soprattutto da noi meridionali – esasperato, asfissiante a volte, prevaricatore di dolori spesso bisognosi di pudori, silenzi, o semplicemente solitudine, è tassativamente abrogato. Ed è solo ora- continua Mino-che colgo il reale effetto terapeutico del “funerale”: è non solo un tributo, un ossequio, ma terapeuticamente il lasciapassare emozionale all’accettazione della perdita. Nel nostro caso, non essendoci ciò, siamo in un limbo. Da tutto ciò voglio trarre insegnamento”. […] “Io non mollo e mai lo farò. È questo al momento l’unico modo per salutare dignitosamente mio padre. Ciao pà“, conclude così la sua lettera Mino.