Coronavirus, la maggioranza attacca Matteo Salvini: “Sciacallo”

coronavirus scontro politico

Di fronte all’emergenza coronavirus, lo scontro politico accende i toni e i riflettori alimentando il dibattito tra maggioranza e opposizione. Il primo a commentare l’operato dell’esecutivo di fronte al virus cinese è stato Matteo Salvini: “È così che il governo tutela la salute e la sicurezza degli italiani? – ha detto il leader del Carroccio -. La Lega, da giorni, chiedeva quarantena, controlli, blocchi e informazioni, ma per politici e giornalisti di sinistra eravamo speculatori e sciacalli“. L’attacco di Salvini al governo è netto: “Preghiamo Dio che non ci siano disastri, ma chi ha sbagliato deve pagare“.

Coronavirus, è scontro politico

Lo scontro politico del governo e delle opposizioni si sposta sull’emergenza coronavirus. Il Cdm ha dichiarato lo stato di emergenza e nominato Angelo Borrelli come Commissario straordinario. Matteo Salvini, però, attacca l’esecutivo e invoca la chiusura degli scali italiani: “Qualcuno nel governo ha perso tempo e ha sottovalutato quanto stava avvenendo. Come Lega contiamo che il governo verifichi ogni ingresso, per mare, per terra, per aria perché con la salute dei cittadini non si scherza. Il virus è in tutti i continenti ed è chiaro quindi che ogni arrivo in Italia debba essere controllato, limitato e verificato”.

La maggioranza attacca Salvini

Partito Deocratico

Durissimo e immediato il commento della maggioranza al leader della Lega: per primo Andrea Marcucci, il presidente dei senatori del Pd. “In pochi giorni Matteo Salvini è passato da molestatore al citofono a virologo d’assalto – ha esordito -. Anche il coronavirus, per la Lega diventa un’occasione per attaccare il governo. Miserabile”.

Alessia Morani, sttosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico, invece, rivela: “Salvini è un no-vax e oggi fa campagna elettorale sul coronavirus”. Poi, riporta in cinese la traduzione di “cialtrone”.

Infine, Matteo Renzi si limita a commentare con una parola: “populismo”. Il leader di italia viva, infatti, ritiene che sia “facile, facilissimo, suscitare il panico con un approccio populista. Più difficile è governare, specie in passaggi complicati”. Maurizio Martina, parla di “uno squallore” riferendosi a “chi specula sull’emergenza virus magari per un personale rancore elettorale dopo domenica scorsa”.

Movimento 5 stelle

Anche i grillini scendono all’attacco contro il leader della Lega. La capogruppo M5s in Commissione Sanità del Senato, Maria Domenica Castellone, si è detta “sconcertata”. Il comportamento leghista è “irresponsabile”, ha aggiunto ancora. “Pur di fare propaganda e generare panico adesso cercano di screditare il grande lavoro fatto dal ministero e dal governo su questo tema diffondendo peraltro messaggi confusionari perché prima Salvini voleva mettere in quarantena tutti i cinesi del mondo e poi chiedeva di far scendere dalla nave chi era stato a contatto con due casi sospetti”.

Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, infine, scrive su Facebook: “Chi glielo spiega che le frontiere non c’entrano nulla coi cinesi che arrivano su voli di linea con tanto di visto turistico o lavorativo? Chi glielo spiega che le misure di sicurezza attivate sono più che sufficienti, ma certamente non si può evitare la mobilità intra-europea, tanto meno prevedere i singoli cinesi colpiti dal virus? Chi glielo spiega che siamo l’unico Paese in Europa che ha bloccato tutti i voli per e dalla Cina? Possibile dare credito a uno che si fa pagare da senatore per fare il troll dei social generando paure infondate a fini elettorali? Mamma mia che pena“.

Liberi e Uguali

Stefano Fassina, deputato LeU, ha commentato il comportamento leghista: “Stamattina Matteo Salvini torna allo sciacallaggio per strumentalizzare il contagio rilevato a Roma su due turisti cinesi”. Nel suo intervento ad Agorà ha spiegato ancora: “Due casi immediatamente affrontati con tutte le precauzioni necessarie. Mentre, sulla presunta assenza dei controlli agli aeroporti, Salvini fa finta di non sapere, nonostante il Ministro ieri l’abbia sottolineato, che l’Italia è stato il primo Stato dell’Ue a metterli, a Milano e Roma, per i voli provenienti da Wuhan. Di fronte a un’emergenza seria, una classe dirigente responsabile mette al primo posto l’interesse nazionale, non quello personale o di partito”.