Coronavirus, La Mantia: "Se mi chiamano corro, intanto invio cibo per ospedale di Bergamo"

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“Due settimane fa ho chiuso il ristorante e dieci giorni fa ho interrotto il deliveroo. Era più opportuno che rimandassi i ragazzi a casa dai loro familiari. Poi qualche giorno fa mi hanno contattato i fratelli Cerea di Bergamo che cureranno la cucina dell’ospedale da campo di Bergamo. E sto provvedendo a far recapitare loro la materia prima. Al ristorante ho le celle piene di cose molto buone. E contribuirò in questo modo. Poi se mi chiamassero domani mattina per andare a cucinare, partirei subito”. A parlare con l’Adnkronos è lo chef Filippo La Mantia, siciliano, che vive da qualche anno a Milano dove ha aperto un ristorante. 

“I Cerea hanno contattato tutti gli amici cuochi e gli amici che hanno un ristorante – racconta - chiedendo aiuto. Hanno fatto una sorta di centro di smistamento per vettovaglie e materia prima. Proprio ora sto aspettando che mi richiamino per sapere esattamente come provvedere alla consegna di queste cose. Probabilmente manderanno loro qualche camion. Se mi chiamassero domani mattina io – ripete lo chef – andrei subito, senza pensarci un attimo. Io ho collaborato con Emergency in Sudan, ho fatto progetti legati ai detenuti nelle carceri. Questo poi – dice riferendosi al coronavirus – è un fenomeno al di sopra di tutto quello che si poteva immaginare. Ed io andrei ovunque mi chiamassero per dare una mano. Certo, vorrei operare in Lombardia solo perché è la Regione in cui vivo ed è quella più colpita in questo momento. Se i colleghi o una struttura mi contattassero, sarei pronto a muovermi subito, nel frattempo stiamo tutti rigorosamente a casa, la mia compagna ed io siamo usciti 2 volte in due settimane e solo per fare la spesa necessaria”.