Coronavirus, la moglie di un capotreno: “Mio marito non tutelato”

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Un appello disperato quello della moglie di un capotreno: in una lettera a Fanpage la donna ha raccontato come si vive l’emergenza coronavirus in stazione. Il marito, infatti, si reca ogni giorno sul posto di lavoro, ma i suoi occhi quando esce di casa mostrano terrore. “L’Italia non li protegge e non protegge le loro famiglie – ha detto Simona, la moglie dell’uomo in servizio per le Ferrovie dello Stato -. Sono costretti a lavorare senza nessuna protezione, senza mascherine, né guanti, esponendosi ad un rischio elevatissimo di contagio”.

Coronavirus, la moglie di un capotreno

Una voce unanime quella di Simona, la moglie di un capotreno in piena emergenza coronavirus: nella sua lettera emerge la situazione di molti lavoratori delle Ferrovie dello Stato. “Ogni mattina mio marito esce di casa e va in missione – scrive Simona a Fanpage -. Sì, va in missione, perché lui e i suoi colleghi sono costretti a lavorare senza nessuna protezione, senza mascherine, né guanti, esponendosi ad un rischio elevatissimo di contagio, e diventando vettore per la malattia”.

Ogni giorni, racconta ancora Simona, “mio marito saluta me e le nostre due figlie, di cui una con problemi di salute, con il terrore negli occhi perché non sa cosa gli riserverà la giornata e viviamo con la paura costante“.

Sono state fermate molte attività lavorative, ma i trasporti proseguono il loro servizio seppur con riduzioni. Ciò che chiede Simona, però, è “mettere il personale viaggiante in condizioni di poter lavorare dignitosamente, con le dovute protezioni”. I dipendenti, compreso il marito, infatti, “partono di notte all’alba, non conoscono festivi, stanno lontani da casa per giorni da soli, e oggi sono costretti a vivere quotidianamente con l’altissimo rischio di contagio“.

Infine, lancia un appello alle istituzioni: “I ferrovieri d’Italia, hanno la ‘F’ con il tricolore stampata sul cappello. Servono l’Italia come gli viene chiesto non esigono niente, ma l’Italia adesso non li protegge e non protegge le loro famiglie. Chiedo di dar voce a questo silenzio, tanti sono stati i tentativi da parte di molti, ma invano”.