Coronavirus, la protesta dei farmacisti: “Lavoriamo senza protezioni”

coronavirus la protesta dei farmacisti

Il Coronavirus sta spaventando anche i farmacisti, costretti a lavorare al banco senza protezioni. “Rischiamo di essere i nuovi untori del Coronavirus”: queste le parole di Giovanni Zorgno, membro del comitato centrale del Fofi (Federazione Ordini dei farmacisti italiani). “La possibilità che un farmacista si infetti è altissima. Noi non abbiamo nessun tipo di ordinanza protettiva, addirittura ho dovuto richiedere alla mia regione (Liguria, ndr) che fossimo inseriti tra i sanitari a rischio, per avere delle mascherine, che non abbiamo”.

Coronavirus, farmacisti a rischio

“Attenzione, il rischio che un farmacista si infetti è concreto – continua Giovanni Zorgno -. “Non abbiamo una grandissima distanza dal cliente, perché c’è solo un banco e per quanto possiamo mantenere le distanze non è mai sufficiente“. Il problema paventato dunque è serio: le farmacie sono sempre aperte, e ora sotto costante pressione da parte di una clientela sempre più spaventata. In una farmacia di medie dimensioni possono anche arrivare 200 persone al giorno. Tuttavia, mentre i medici di base sono molto cautelati – giustamente –, i farmacisti sono gli unici sanitari senza un protocollo che imponga maschere filtranti.

La comunicazione da parte dello Stato inoltre non ha suggerito alle persone come comportarsi con le farmacia. I cittadini sono stati istruiti nel non recarsi al pronto soccorso e su come bisogna lavarsi le mani. Oramai sappiamo che si deve chiamare il 1500 o il 118 in presenza di sintomi importanti. Nulla però di concreto per i farmacisti.

Non ci sono ordinanze, norme o decreti che impongano l’uso di dispositivi per la protezione. “In farmacia, in questi giorni, siamo travolti da persone spaventate, capita spesso che molte abbiano sintomatologie febbrili, con tosse, bronchiti in corso e non solo. Qui qui entrano tutti, senza appuntamento“.