Coronavirus, la Regione Campania sospende pagamento tassa auto

Psc

Napoli, 24 mar. (askanews) - La giunta regionale della Campania ha disposto, con deliberazione approvata oggi, la sospensione di tutti gli adempimenti tributari e dei termini dei versamenti relativi alla tassa automobilistica regionale che scadono nel periodo compreso tra il 24 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020, prorogando tali termini al 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni ed interessi.

Con la medesima deliberazione è stata, altresì, disposta analoga proroga al 30 giugno 2020 - per i periodi tributari decorrenti dal 1 gennaio 2020 - per aderire alla modalità di addebito diretto sul c/c bancario della tassa automobilistica di cui alla Legge Regionale n. 27/2019 e alla Delibera di Giunta n. 14/2020.

  • Prodi: "Se succede la grande crisi gli olandesi a chi venderanno i tulipani?"
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    Prodi: "Se succede la grande crisi gli olandesi a chi venderanno i tulipani?"

    "Una grandissima parte della società ha reddito zero, bisogna pensare a come ricostruire la struttura economica del Paese, come ricostruire l'Italia quando saremo fuori da questo dramma, dobbiamo prepararlo adesso, con urgenza". Lo ha affermato Romano Prodi, ospite a 'Che tempo che fa'. Poi, a proposito dei veti che stanno bloccando le decisioni dell'Unione europea, ha osservato: "Ma gli olandesi se succede la grande crisi a chi venderanno i tulipani?". "E' come la guerra, il paragone di Draghi è scientificamente giusto - ha detto Prodi - Non è la crisi del 2008 che parte dalla finanza e poi prende il resto dell'economia, prende tutti: i ristoratori e quelli che devono andare a mangiare".  In Europa, ha aggiunto, "non c'è una strategia per il futuro", ma "il gruppo di Paesi che rifiuta l'austerità per definizione è diventato molto più forte. Finalmente il pericolo è percepito. Il primo passo della Banca centrale europea ci aiuta", ma occorre una "strategia comune e un forte incentivo immediato per le imprese come stanno facendo in America: famiglie e imprese, perché è una crisi dell'offerta e una crisi della domanda".

  • Anziana chiama 112: "Ho solo latte e biscotti".  Carabinieri le portano pasti caldi
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    Anziana chiama 112: "Ho solo latte e biscotti". Carabinieri le portano pasti caldi

    Erano le 19.48 di ieri sera quando al 112 dei carabinieri di Reggio Emilia è giunta la telefonata di una 74enne invalida civile di Reggio Emilia che segnalava ai militari di non aver potuto ritirare la pensione e per questo impossibilitata a fare la spesa. In sua disponibilità solo latte e biscotti. Gli operatori in servizio alla centrale operativa del comando Provinciale carabinieri di Reggio Emilia nella mattinata di oggi hanno fatto pervenire all’anziana i pasti caldi. Primi, secondo, contorni e frutta approntati dalla mensa dei carabinieri. Da domani potrà disporre del servizio di spesa a domicilio assicurato, grazie ai volontari, dal comune di Reggio Emilia. A recapitare i pasti all’anziana, per conto degli operatori del 112, una pattuglia della stazione dei carabinieri di Corso Cairoli che questa mattina ha consegnato gli alimenti all’anziana invalida. La risposta della diretta interessata non si è fatta attendere: nella tarda mattinata odierna la 74enne ha chiamato al 112 ringraziando in lacrime.

  • Coronavirus, Pregliasco: "Riaperture graduali e per fasce d'età"
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    Coronavirus, Pregliasco: "Riaperture graduali e per fasce d'età"

    Secondo il virologo è necessario considerare caso per caso anche uno scaglionamento per fasce d'età

  • Buoni spesa: ecco come funzionano
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    Buoni spesa: ecco come funzionano

    Come funzionano i buoni spesa che saranno distribuiti ai Comuni.

  • Che cosa si è visto nella terza domenica del #restoacasa
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    Che cosa si è visto nella terza domenica del #restoacasa

    Parmigiana: La corona di alloro passata di balcone in balcone per recapitarla alla vicina appena laureata in Medicina lontana dai parenti. E poi la parrucchiera forzatamente a riposo che si è riciclata in cuoca e cucina per i vicini, quelli che vanno in farmacia per chi non può muoversi. A Unomattina in famiglia Monica Setta intervista anche Paolo Masini che ha istituito il premio “Mamma Roma” per premiare le iniziative condominiali più belle. Per l'ex parrucchiera che cucina c'è una curiosità da soddisfare. Cosa chiedono di più? “La parmigiana”.Il letto in collegamento: Dopo divani di varie fogge e librerie varie sullo sfondo dei collegamenti casalinghi, nella tv del coronavirus si affaccia una stanza da letto. Quella con copriletto a righe rosso, libri sul comodino e porta abiti in bella mostra da cui si collega con Mezz'ora in più (Raitre) Fabrizio Nicastro dell'Istituto nazionale di astrofisica. Scenografia e look a parte (giacca della tuta e t-shirt grigia) Nicastro offre un'interessante (e incoraggiante) lettura della curva dei contagi.Notizie da incubo: Andrea Crisanti professore di microbiologia e virologia all'università di Padova a Mezz'ora in più si dice convinto che il contagio ora sia alimentato soprattutto dalla trasmissione interfamiliare: “Dalle nostre stime abbiamo dai 400 mila ai 600 mila infettati (quelli non censiti ufficialmente ndr) la maggior parte dei quali sta a casa con i familiari. I nostri dati ci dicono che un familiare ha una probabilità di infettarsi 280 volte superiore di chi vive in una casa senza persone infette”. La conduttrice Lucia Annunziata prova a tradurre: “Ci sta dando una notizia da incubo: dobbiamo stare tutti a casa con le nostre famiglie, ma il posto dove ci crediamo più protetti può diventare il nostro inferno, è questo che ci state dicendo?” “Non ci ricordiamo cosa è successo con la nave Diamond Princess?” “Allora forse non basta dire state a casa” chiosa Annunziata.La birretta della Venier: Giacca bianca, camicia azzurra, Mara venire dà il via austeramente alla sua Domenica in, inquadrata come un mezzobusto del tg: “Sarà una Domenica in che abbiamo adattato alle esigenze del momento, senza ospiti, con molti collegamenti” premette, rivolgendo i suoi saluti e i suoi pensieri a malati e medici in prima linea. Poi però , quando si affaccia in collegamento Luca Argentero per celebrare il successo della sua fiction “Doc nelle tue mani”, zia Mara si lascia andare: “Ho sentito che hai promesso una birretta ai tuoi ospiti quando tutto sarà finito, mi candido anche io”, gli fa lui. E lei: “Sai che ti dico Luca? Io me ‘mbriacherò, una birretta non mi basta, da buona veneta. Vedrete cosa farà la zia”.Bollettino: Ormai telefonate e videochiamate si fissano prima o dopo il rito quotidiano delle 18. Oggi il capo della protezione civile Borrelli si è presentato con Luca Richeldi, pneumologo del comitato tecnico-scientifico e con l'interprete Lis, che ieri si era eclissata, ringraziando “il popolo albanese e il presidente Edi Rama per le parole con cui ha commentato la partenza di 30 tra medici e infermieri: ha dimostrato una vicinanza non solo geografica al nostro Paese rinnovando un rapporto reciproco” . (il commovente video del presidente albanese con il presidente che parla ai sanitari albanesi in partenza oggi è diventato virale. Dice: “ L'Italia è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva. Noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non l'abbandonano”. Chapeau).Chi fa e chi parla: “Dove sono le Ong, cosa fa Emergency?”. Fabio Fazio è onorato di poter intervistare Gino Strada di Emergency dopo la domanda tormentone che, accusando a torto la sua associazione (che è impegnata nell'allestimento del nuovo ospedale Covid a Bergamo), ha fatto il giro del web. Gliela ripropone anche lui, sdegnato per la fake news: “In questo momento c'è chi fa e c'è chi parla, chi fa cerca di aiutare chi parla lo fa spesso a sproposito soprattutto se è un giornalista, basta telefonare e chiedere. E' una polemica e una campagna di odio fuori luogo”, risponde Strada.Chi può metta, chi non può prenda: È la frase che campeggia su un cartello di Napoli citato dalla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova collegata con Barbara D'Urso a Non è la D'Urso live: parlando del dramma degli italiani rimasti senza soldi per la spesa la ministra chiarisce che lo Stato deve prendersi cura di loro. E poi rivolgendosi a chi fa abitualmente volontariato, invita a seguire il messaggio napoletano. D'Urso, in miniabito di strass blu, approva.Le accuse di Briatore: “So che tu sei molto critico, cosa non ha funzionato?” chiede Giletti a Flavio Briatore, in collegamento con Non è l'Arena: “Non c'è stata sfortuna, il premier e il ministro della Salute hanno commesso tre reati: prima hanno taciuto, poi hanno diffuso e adesso non mettono a disposizione i mezzi per combattere” chiarisce lui. Giletti lo frena: “Le parole pesano come mattoni, che qualcosa non abbia funzionato l'ho detto anche io, ma reati mi sembra troppo”.

  • Coronavirus, 'a Wuhan molti più morti': i dubbi dei media
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    Coronavirus, 'a Wuhan molti più morti': i dubbi dei media

    Il numero dei decessi resi noti a Wuhan non convince Radio Free Asia. L'emittente, in un lungo articolo pubblicato sul proprio sito, solleva dubbi sulla veridicità delle vittime, "circa 2500'', registrate in città. "Dall'inizio della settimana, 7 grandi società di pompe funebri hanno consegnato ogni giorno le ceneri di circa 500 defunti alle rispettive famiglie. Questo fa pensare che siano morte più persone rispetto a quanto indicato dalle cifre ufficiali", si legge nell'articolo, che si basa anche su dichiarazioni rese da cittadini in forma anonima. Per delineare il quadro, Radio Free Asia fa riferimento anche alle informazioni diffuse dal sito Caixin.com, secondo cui 5000 urne sarebbero state consegnate ad un'azienda di pompe funebri nell'arco di una sola giornata. I numeri sono al centro di discussioni sui social e nell'articolo di RFA si arriva ad ipotizzare il totale di 42.000 decessi sulla base di ragionamenti ad oggi privi di evidenze concrete. Si ipotizza che nel complesso verranno consegnate ogni giorno circa 3500 urne tra il 23 marzo, data di inizio del processo, e la festa del QingMing che cade il 5 aprile.

  • Emergenza coronavirus, arrivano i primi provvedimenti di WhatsApp
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    Emergenza coronavirus, arrivano i primi provvedimenti di WhatsApp

    Whatsapp ha deciso di limitare, al momento solo in India, la durata dei video condivisi tramite lo stato

  • Meteo, in tutta Italia ritorna l’inverno: brusco calo delle temperature
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    Meteo, in tutta Italia ritorna l’inverno: brusco calo delle temperature

    Le correnti artiche si abbattono sull'Italia: torna l'inverno. Temperature in netta discesa al Nord.

  • Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”
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    Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”

    A Piazza Pulita su La 7 Asia Marchesi ha raccontato del calvario vissuto dal padre Sirio morto in casa con sintomi analoghi al Covid-19.

  • Ospedale Fiera a Milano, Fontana: “Qualcosa di davvero grande”
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    Ospedale Fiera a Milano, Fontana: “Qualcosa di davvero grande”

    Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha effettuato un sopralluogo presso il nuovo ospedale in fase di allestimento presso la Fiera di Milano

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    "L'Italia sia attenta a bugie e ambizioni della Cina", avverte Joshua Wong

    Joshua Wong, leader del partito Demosisto e degli studenti di Hong Kong, ammonisce l'Italia affinché non diventi "una provincia in più della Repubblica Popolare Cinese". Secondo Wong, "al di là di ogni dubbio, la Cina sta sfruttando l'invio delle sue mascherine sanitarie allo scopo di ottenere una futura influenza politica. La generosità insincera ha un prezzo". Wong, che ha capeggiato le durissime proteste per la democrazia nel corso del 2019 a Hong Kong, in un'intervista all'AGI mette anche in guardia dalla conclamata fine dei contagi di coronavirus in Cina, accusando il governo di Pechino perché continuerebbe a nascondere la verità sui dati sanitari."Nel novembre dello scorso anno - prosegue Joshua Wong - l'ambasciata cinese a Roma ha apertamente criticato alcuni parlamentari italiani per avere promosso una videoconferenza con il movimento democratico di Hong Kong, trattando l'Italia alla stregua di una provincia aggiunta della Cina". Wong è preoccupato che Pechino "si stia comprando l'Italia". "Se il governo italiano mancherà di proteggere la nazione contro le ambizioni autocratiche della Cina, le conseguenze di una perdita di sovranità e di autonomia saranno ancora più disastrose".​Joshua Wong torna a sottolineare la sua posizione sulla pandemia di coronavirus: "E' ben più di una semplice malattia: si tratta di una sequela di errori prettamente umani. Poteva essere contenuta se i medici che la denunciarono non fossero stati incarcerati. E anche adesso le autorità di Pechino stanno continuando a mettere il bavaglio alle critiche che circolano sul web nei confronti della cattiva gestione dell'epidemia da parte del governo".Wong non usa mezze misure rispetto al "modello cinese" che pure ha costituito, e sta costituendo, l'esempio seguito in Occidente per fronteggiare la diffusione del virus: "Per mantenere bassi i numeri delle statistiche ufficiali sui casi accertati, gli ospedali cinesi adesso rifiutano l'accettazione di nuovi pazienti, mentre quelli ancora in via di guarigione sono costretti a terminare il trattamento e i pazienti asintomatici non sono conteggiati nella casistica totale, secondo quanto riferiscono numerosi organi di informazione"."Ciò senza voler menzionare - aggiunge l'attivista - che l'ottanta per cento dei test per il Covid-19 che la Repubblica Ceca ha ricevuto dalla Cina dà risultati falsi. Ecco, tutte queste informazioni censurate dalla Cina potrebbero portare a un'altra ondata di contagi e potrebbero determinare la vita e la morte negli altri Paesi". "Intanto, la Repubblica Popolare Cinese è tutta impegnata a riscrivere la narrazione di questa vicenda rimproverando gli altri. La settimana scorsa i media di Stato cinesi, Global Times, Cctv e Xinhua, hanno mentito al pubblico sostenendo che il virus era già diffuso in Italia anche prima dell'epidemia di Wuhan", rimarca Joshua Wong."Il governo cinese - aggiunge Wong - ha anche strombazzato che la Cina avrebbe dato le mascherine all'Italia in cambio di niente. Attraverso questa disinformazione e queste fake news, la Cina calpesta la dignità delle altre nazioni, minaccia la loro sicurezza con omissioni e bugie, mettendo anche in dubbio il disinteresse degli aiuti disposti dal proprio governo"."In questa triste situazione - conclude - la popolazione dell'Italia e quella di Hong Kong stanno entrambe combattendo una guerra contro un virus mortale. Noi hongkonghesi siamo tutti quanti al fianco di ciascun italiano. E sono sicuro che potremo superare questi difficili momenti in poco tempo".

  • La Madonna “appare” in piazza San Pietro durante benedizione del Papa
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    La Madonna “appare” in piazza San Pietro durante benedizione del Papa

    Un nuvola avrebbe preso la forma della Madonna in piazza San Pietro durante la benedizione Urbi et Orbi.

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    Nuovo record di decessi in Spagna. Sanchez: "L'Europa sta rischiando"

    Nella pandemia di Covid-19 la Spagna segue drammaticamente l'Italia, nei numeri (prima) e nei provvedimenti di contrasto (poi). Il record di decessi che ogni giorno viene frantumato, nelle ultime 24 ore sono stati 838 che hanno portato il totale a 6.528, con quasi 79 mila casi confermati (poco meno della Cina), ha costretto il premier socialista, Pedro Sanchez, a inasprire ulteriormente il confinamento, nonostante la resistenze durate quasi una settimana.Oggi un consiglio dei ministri straordinario approverà il nuovo decreto che vieta tutte le attività non essenziali almeno fino al 9 aprile con un congedo retribuito per tutti i lavoratori. Quali settori resteranno apertiI partner di Sanchez, incluso Podemos, avevano già sollecitato misure più drastiche. La Moncloa ha iniziato tuttavia la settimana riluttante verso una ulteriore stretta alla libertà di spostamento, con un occhio al crollo del Pil e all'economia già fragile. I record consecutivi di decessi degli ultimi tre giorni non hanno però lasciato spazio a tentennamenti. L'obiettivo ora è di ridurre la mobilità nelle prossime due settimane ai livelli del weekend.Potranno continuare a lavorare solo i settori legati alle attività che con lo scorso decreto erano stati autorizzati all'apertura. Saranno quindi mantenute le attività legate al settore primario, come l'agricoltura e la pesca e prodotti alimentari, la fabbricazione di abiti da lavoro, prodotti farmaceutici e il trasporto e la distribuzione di tutti i prodotti considerati essenziali. Qualsiasi attività di smart working può essere mantenuta.Sanchez ha assicurato, in una video conferenza, che i lavoratori "continueranno a ricevere i loro salari normalmente". Una volta terminata la situazione di emergenza sanitaria, i dipendenti recupereranno le ore di lavoro non fornite gradualmente e distanziate nel tempo. L'appello di Sanchez a BruxellesIl premier, anche in questo caso come l'Italia, ce l'ha particolarmente con l'Ue, invitandola più volte a reagire in una situazione che non potrebbe essere piu' critica. La Spagna non può uscire dalla crisi "con maggiore indebitamento", ha insistito Sanchez. Per questo motivo, ritiene insufficiente l'intervento della Banca centrale europea e ritiene che la luce alla fine del tunnel potrebbero arrivare dall'emissione di quelle che ha definito "bond per la ricostruzione" in modo che lo "sforzo supplementare" nella crisi "abbia il sollievo e la protezione dell'intera Europa"."L'Europa sta rischiando, non può fallire perché anche i Paesi e i governi più europeisti, come la Spagna, hanno bisogno di prove di un reale impegno. Ora è il turno dell'Europa", ha avvertito.

  • Fedez, Codacons pretende le scuse: “Potete andare a fare in c**o”
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    DonneMagazine

    Fedez, Codacons pretende le scuse: “Potete andare a fare in c**o”

    Il Codacons pretende le scuse di Fedez entro 48 ore. La replica del marito di Chiara Ferragni è al vetriolo.

  • Navi da crociera, l’ambiente ideale per le relazioni tra i dipendenti
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    Navi da crociera, l’ambiente ideale per le relazioni tra i dipendenti

    Secondo i lavoratori delle navi da crociera le relazioni sentimentali tra dipendenti sarebbero estremamente numerose a causa degli spazi condivisi.

  • Toti: se i dati si confermano forse raggiunto picco
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    Toti: se i dati si confermano forse raggiunto picco

    "Li leggiamo con un filo di ottimismo"

  • Il sondaggio: sale la fiducia in Conte, Meloni scavalca Salvini
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    Il sondaggio: sale la fiducia in Conte, Meloni scavalca Salvini

    "L’indice di gradimento dell’esecutivo oggi si attesta a 56, quello del premier al 61, aumentando rispettivamente di 14 e 13 punti rispetto a un mese fa e raggiungendo i valori più elevati dall’insediamento del Conte 2". E la premessa da cui parte il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera nel registrare il gradimento oggi, in piena epidemia da Covid-19, per il premier ma anche per i partiti e le coalizioni."Anche i giudizi sui leader politici fanno tutti registrare un aumento - scrive Pagnoncelli - a conferma di un atteggiamento meno ostile manifestato dai cittadini nell’attuale situazione di emergenza sanitaria". E infatti, il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, "ottiene un indice pari a 41, aumenta di 4 punti e sale al primo posto scavalcando Matteo Salvini che si attesta a 39 (+1); al terzo posto balza il ministro della Salute Speranza con 33 (+12), seguito da Franceschini con 32 e Zingaretti con 30 (entrambi +1), quindi Di Maio che sale a 27 con un aumento di 8 punti, Bonafede con 24 (+5), Berlusconi e Bellanova appaiati a 23 (entrambi con +4); infine Crimi con 21 (+4) e Renzi con 13 (+3)". Quanto alle intenzioni di voto, annota Pagnoncelli, "il crescente e significativo apprezzamento per il governo non sembra avere riflessi di analoghe dimensioni sulle scelte degli elettori", e perciò "nel complesso, le due principali forze di governo sono in leggera crescita e il centrodestra è stabile". E dunque: la Lega è ancora al primo posto con il 31,1% dei consensi (-0,5), seguita dal Pd al 20,6 (+1%), dal M5S al 15,3 (+1,3%), quindi FdI stabile al 13,3%, Fi al 6,8% (+0,5), Italia Viva stabile al 3,5%.

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    Il conto dei morti non torna

    La maggior parte dei 13 sindaci lombardi interpellati dall'AGI conferma la tesi del sindaco di Bergamo Giorgio Gori: esiste un ‘sommerso' di persone decedute col coronavirus, soprattutto nelle case di riposo, ma anche persone che spirano nella loro abitazione, che non emerge dai dati ufficiali.Sedici vittime in tre settimane. Il drammatico bilancio non lascia dubbi nella casa di riposo "Sassi" di Gropello Cairoli (Pavia) dove hanno perso la vita 15 degenti e un'infermiera di 64 anni risultata positiva al coronavirus. Per gli anziani ospiti della Rsa i sintomi sono quelli riconducibili al Covid-19 anche se non si è potuta accertare la natura della malattia non essendo stati eseguiti i tamponi.Eclatante il caso di Albino, provincia del capoluogo orobico, il più colpito assieme a Brescia: “Lo scorso anno, dal 23 febbraio al 27 marzo erano morte 24 persone, quest'anno sono 145 - spiega il sindaco Fabio Terzi - tra i deceduti, quelli con coronavirus ‘certificati' sono 30. E' chiaro che i conti non tornano”. Restando in questa provincia, a San Pellegrino Terme, il primo cittadino Vittorio Milesi fa sapere che “dal primo marzo si sono contati 45 morti di cui 11 con coronavirus accertato da tampone. Lo scorso anno, erano mancate solo due persone”. “Da noi dall'inizio dell'emergenza abbiamo messo in fila 135 morti, l'anno passato era una novantina in meno - afferma Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate, sempre provincia bergamasca - Quelli covid sono non più di 20, una minima parte, in linea con quello che sostiene Gori. Da tenere presente che di quei 135, 80 sono deceduti nella casa di riposo, di cui solo alcuni risultano residenti nel paese”. Marco Milesi, che guida il comune di San Giovanni Bianco, ancora Bergamo, ha assistito alla morte di 42 compaesani, “la quasi totalità sono morti certificati di Covid”. La situazione sembra simile nel cremonese. A Castelleone, il sindaco Pietro Fiori ha messo insieme dal primo marzo 25 morti, 23 in più rispetto al 2019. "Non ho dati ufficiali, di alcuni i familiari mi hanno detto che il virus è stata la causa e lo hanno scritto sul certificato di morte. Ma il numero è troppo esiguo rispetto al totale, tanti sono morti in casa, presumo almeno una quindicina”. Poco lontano, a Soresina, il sindaco Diego Vairani annota che “sono mancati 18 residenti con Covid, qualche unità in più rispetto allo scorso anno. Il dato più forte riguarda la casa di riposo dove nel 2019 ne morirono 2, quest'anno oltre una decina. Di questi ipotizziamo, ma non c'è il tampone, che molti siano deceduti col virus”. Vairani ci tiene a chiarire che “i dati reali di positivi e deceduti nel comune, discordanti rispetto a quelli della Regione che arrivano dopo, vengono ricavati grazie alla rete di medici e farmacisti di buona volontà che operano sul territorio. Sono dati che servono a ricostruire la rete di contatti di chi è stato colpito dal virus per evitarne l'ulteriore diffusione. La politica regionale e nazionale è molto distante da noi sindaci, come dimostrano i 12 documenti sui comportamenti da tenere, difficili da capire anche per un esperto”. Anche a Mediglia, nel milanese, decisiva nella triste contabilità è la casa di riposo. “Non ho una stima precisa - dice il primo cittadino Paolo Bianchi - ma posso affermare che i morti sono più del triplo dello scorso anno dall'inizio dell'emergenza. Sono 61 i deceduti nella casa di riposo più altre 8 persone. Quanti di Covid? Non lo so, sono i famosi dati ‘disallineati' che ci arrivano sempre in ritardo e senza referti medici da parte di Ats Città Metropolitana”. In controtendenza Trezzano sul Naviglio, sempre provincia di Milano, Fabio Bottero: “L'anno scorso è stato un anno sfortunato, con molti decessi. Da noi di Covid ci sono solo 3 deceduti. Non abbiamo registrato incrementi”.Il sindaco di Pisogne (Brescia), Federico Laini, sta raccogliendo i dati precisi che saranno pronti lunedì, ma per adesso osserva che “nelle ultime settimane ho un aumento incomprensibile di morti per arresto cardiaco di individui che non avevano sintomi di coronavirus”. Nel bresciano, a Robbio, c'è il primo sindaco Roberto Francesco che ha rotto il ‘muro' lombardo del no tamponi agli asintomatici e che vuole seguire il metodo di Vo' Euganeo: “Noi abbiamo avuto 4 morti certificati da Covid su 8 persone positive. Oggi è morta la moglie di una persona positiva in casa di riposo, ma il tampone non le è stato fatto, casi così ce ne sono molti di sicuro. Io però ho cominciato a fare il test a tutti gli oltre 3mila abitanti. Gente convinta di esserlo perché aveva la polmonite non era positiva e chi non aveva sintomi aveva il virus. Per esempio tra questi ultimi due lavorano con due ditte con centinaia di dipendenti”.In Lombardia c'è poi il caso Codogno, col sindaco Francesco Passerini che stima “125 decessi a fronte dei 51 dello scorso anno tra fine febbraio e marzo. Quanti siano morti col virus non si sa, quelli in casa di riposo non sono sottoposti al test. Ma non sono convinto che questo sia un errore perché, a quanto mi dice Ats, la contagiosità va analizzata nelle prime 24 ore dal decesso, dopo la vitalità del virus quasi sicuramente scompare. Quindi molto dipende dalla tempistica del tampone, non farlo entro tempi certi significa sprecare tempo, soldi ed energie”. Nel comasco, provincia tra le meno interessate dal contagio, a Gravedona, spiega il sindaco Fiorenzo Bongiasca, a “marzo di quest'anno ci sono stato 51 morti, nel 2019 erano 24”. Da tenere presente che però nel paese lacustre c'è un ospedale dove hanno perso la vita residenti in altri comuni del comprensorio. I morti ‘certificati' coronavirus sono solo 5. Il comune di Dongo, stando a quanto riferito dal vicesindaco Mauro Robba, pare confermare la tesi di Gori: “Nel marzo scorso erano mancate 2 persone, quest'anno 8, solo uno accertato coronavirus”.

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    Cosa succede in Tribunale a Milano dopo l'incendio delle carte dei processi?

    Nel tribunale di Milano prende fuoco quello che il presidente dell'ordine degli avvocati, Vinicio Nardo, definisce “il cuore pulsante dell'attività penale”, la cancelleria del settimo piano dove sono di casa i giudici per le indagini preliminari. Le fotografie degli uffici devastati e anneriti accrescono l'angoscia in un contesto dove la conta dei positivi al coronavirus annovera già sette magistrati e oltre una decina di altri lavoratori positivi. Le fiamme si propagano in modo lento poco prima delle 23 di ieri sera forse a causa di un cortocircuito ma le guardie se ne accorgono molto più tardi, intorno alle 5, quando dopo un vano tentativo di spegnerle, chiamano i vigili del fuoco.“Propendiamo per un fatto accidentale, dovuto agli impianti elettrici vecchi e sovraccarichi - spiega il pm Alberto Nobili che guida gli accertamenti - al momento nulla fa pensare a un gesto doloso”. L'intervento di 7 squadre dei vigili del fuoco riesce a sedare l'incendio in mattinata, ma per i pompieri il lavoro non è finito perché devono ‘salvare' anche i fascicoli al sesto piano, allagato per l'abbondante utilizzo di acqua servita a mettere in sicurezza il settimo. Oltre al danno certo all'impianto elettrico e agli arredi, le prossime ore saranno importanti per capire se e cosa è andato perduto dell'attività giudiziaria. “A mio avviso è tutto recuperabile \- spiega il gip Guido Salvini, che quel piano lo ‘abita' da un paio di decenni - Quelli bruciati sono fascicoli in transito, attività recente. In particolare sentenze, decreti di condanna e anche di intercettazioni, atti in uscita dalla procura. Tutte carte che dovrebbero essere state digitalizzate”. “Per fortuna il digitale ci assiste - conferma Nardo - ma resta comunque un disastro e le copie originali sono andate perse”.Una fonte della Procura invece parla “di ritardi di anni con la scannerizzazione”, il che potrebbe significare la perdita di qualche atto. Proprio l'emergenza coronavirus ha determinato un'improvvisa accelerata verso il digitale dopo che per anni questa strada è andata a rilento, facendo rimanere gran parte delle attività, soprattutto in ambito penale, legate alla carta. Per evitare ulteriori occasioni di contagio i vertici del tribunale e della procura hanno dato il via libera alle comunicazioni per via informatica.Sullo sfondo dell'incendio, un altro tema antico, quello della sicurezza del palazzo di giustizia, esacerbato dall'incidente nell'ottobre del 2019 a un giovane avvocato, che ha perso l'uso delle gambe cadendo da un parapetto non a norma. Da anni, poi, i rappresentati sindacali fanno presente che, in particolare al settimo piano, mancano le più elementari condizioni per lavorare in serenità. Qualche mese fa, denunciano, era originato da una stanza un principio di incendio da una parete di cartongesso.

  • Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto
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    Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto

    È stato ritrovato il cadavere del bambino di tre anni di cui si erano perse le tracce ieri mattina a Metaponto di Bernalda (Matera).

  • Morto Attilio Bignasca, addio all’imprenditore della Lega Dei Ticinesi
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    Morto Attilio Bignasca, addio all’imprenditore della Lega Dei Ticinesi

    Grave lutto nella Lega. Questa notte è venuto a mancare Attilio Bignasca, imprenditore e capo della Lega nel Ticino dal 2013.

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    Italiani popolo di 'formiche' ma con il coronavirus salvare i risparmi si fa dura

    Italiani popolo di 'formiche', ma senza entrate, congelate dalla quarantena, la loro capacità di resistere rischia di essere messa a dura prova. I dati sulla ricchezza delle famiglie della Banca d'Italia testimoniano che a fine 2017 quella netta era pari a 9.743 miliardi di euro, 8 volte il reddito disponibile. Per 5.246 miliardi di euro costituita dal valore degli immobili, per 4.374 miliardi da attività finanziarie e per 926 milioni da passività. Un dato superiore a quello della media degli altri Paesi Ocse e che potrebbe rappresentare oggi un 'cuscinetto di sicurezza' per affrontare la terza grande recessione del millennio. A differenza di quanto accaduto nel 2008, dopo la grande crisi finanziaria, e nel 2011, con quella dei debiti sovrani, gli italiani arrivano però all'appuntamento con l'emergenza coronavirus dopo aver dato fondo a buona parte del loro 'tesoretto'. Alla fine del 2018, la ricchezza finanziaria delle famiglie tricolori, sottolinea il Censis, era ancora dello 0,4% inferiore a quella detenuta nel 2008. "Molta la ricchezza ereditata dal passato, poca la nuova aggiunta di recente", commenta il Centro studi.Gli esperti non si sbilanciano su quale atteggiamento assumeranno le famiglie italiane per assorbire questa nuova 'botta', anche se quanto accaduto in passato può fornire qualche indicazione. "Dopo le crisi del 2008 e del 2011", osserva Giorgio Di Giorgio, titolare della cattedra di Economia monetaria alla Luiss, "si è registrato un drastico calo degli investimenti in reddito fisso, complice il calo dei rendimenti, e un'impennata della liquidità". Ai 'Bot people' si sono sostituiti i 'cash people': circa un terzo della ricchezza finanziaria complessiva è attualmente composto da conti correnti e circolante.La nuova crisi, aggiunge, "potrebbe rendere ancor più forte la necessità di stare liquidi. L'emergenza potrebbe comportare riallocazioni importanti sul mercato del lavoro. Lo shutdown pesa sulle imprese, soprattutto su quelle più piccole, che potrebbero finire per non riaprire più. I lavoratori meno protetti potrebbero essere spinti a liquidare le loro posizioni più rischiose, anche rimettendoci, per costituirsi un 'buffer' che consenta loro di far fronte alla perdita di reddito disponibile".Il punto cruciale è però quanto possa durare la resistenza. "I poveri", osserva Di Giorgio, "sono già in difficoltà e a breve lo saranno tutti quelli che lavoravano a giornata, in nero, nei ristoranti, nei bar, nei negozi. L'impatto della crisi sulla riduzione della ricchezza dipende soprattutto dal mercato azionario, ma anche con un calo del 30 per cento, in media, dato il peso di azioni e fondi nei portafogli, sarebbe non superiore a un 8-10 per cento. Cifra importante", conclude l'economista, "ma secondaria rispetto alla 'fame' diffusa che mi aspetto a breve se non si riaprono le attività o non si riuscirà a trasferire soldi alle famiglie entro 10 giorni". (AGI)

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    La Bielorussia nega l'emergenza: "Contro il virus trattori e vodka"

    La Bielorussia è l'eccezione in Europa: qui si rifiuta di fermare il Paese per arginare la diffusione del Covid-19 che ha paralizzato l'economia mondiale. L'ex repubblica sovietica alle porte dell'Unione europea ha registrato finora solo 88 casi di contagio e nessun decesso. O almeno così risulta dai dati ufficiali. Così, il campionato di calcio va avanti, i ristoranti sono aperti e il presidente licenzia la pandemia globale del nuovo coronavirus come "psicosi". Dall'inizio dell'epidemia, il presidente Alexander Lukashenko, in carica dal 1994, si è opposto alle misure di contenimento. La scorsa settimana, ha persino denunciato una "psicosi" che alimenta "un panico più pericoloso del virus stesso". Ha quindi invitato i suoi 9,5 milioni di concittadini a continuare a lavorare, ad andare nei campi, a guidare trattori - che il suo Paese produce in massa - perché "il trattore guarisce tutti". Nell'elenco delle cure miracolose il capo di Stato ha inserito anche vodka e sauna.E se la minaccia globale non ha potuto fermare il dovere, non è riuscita nemmeno a rallentare il piacere con il campionato di calcio che seguo il suo calendario senza preoccupazioni. All'ingresso degli stadi, che vengono disinfettati due volte al giorno, viene controllata la temperatura dei tifosi. La televisione russa Match TV ha acquistato i diritti dell'ormai unico campionato ancora in piedi e l'ex star locale Aliaksandr Hleb ha invitato sulla stampa tedesca Messi e Cristiano Ronaldo a unirsi al campionato bielorusso. "Abbiamo adottato tutte le misure raccomandate dal ministero dello Sport. Tutti coloro che sono in contatto con i tifosi indossano i guanti", ha assicurato il portavoce della federazione bielorussa di calcio, Alexandre Aleinik. Il calo delle presenze c'è, -50% la scorsa settimana rispetto alla precedente stagione, ma consente di "disperdere gli spettatori sugli spalti".Da martedì, tuttavia, il tono è iniziato a cambiare. Durante un incontro con l'ambasciatore cinese, Lukashenko ha assicurato che il suo Paese segue la situazione "molto seriamente". I tg delle televisioni pubbliche hanno improvvisamente cominciato a inserire nelle scalette la pandemia, pur ripetendo che il confinamento generalizzato non è una soluzione. E negli ultimi giorni la capitale Minsk è stata meno vivace del solito, con le persone di età superiore ai 65 anni invitate a rimanere a casa e il permesso agli alunni di non recarsi in classe. Nelle ore di punta, la metropolitana non è più affollata, molte aziende che hanno optato per lo smart working. Ma bar, ristoranti e negozi rimangono aperti, senza istruzioni specifiche per i clienti.La vice ministra della Salute, Elena Bogdan, ha assicurato che tutti i portatori del coronavirus, anche asintomatici, sono stati isolati e ricoverati in ospedale. Le persone intorno a loro sono tutte messe in quarantena. Gravemente repressa, l'opposizione bielorussa denuncia una politica che può avere risvolti letali. "Le autorità stanno preparando enormi risparmi sulle pensioni di anzianità", ha dichiarato l'avvocato Mikola Statkevitch in un video messaggio, riferendosi alle devastazioni che la malattia sta causando tra le persone più anziane.Un altro motivo del negazionismo, secondo gli analisti, è che il Paese sta già vivendo difficoltà economiche a causa delle tensioni con il suo partner principale, la Russia. "E con il rallentamento globale, la situazione è ancora peggiore. Apparentemente Lukashenko ha deciso che fermare l'economia sarebbe un suicidio" per il Paese, spiega l'analista Artiom Chraibman.

  • Arrestato figlio del boss Molè: sotto terra nascosti 500 chili di cocaina
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    Arrestato figlio del boss Molè: sotto terra nascosti 500 chili di cocaina

    Gli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria, insieme ai colleghi del commissariato di Gioia Tauro, hanno arrestato in flagranza di reato Rocco Molè, 25 anni, figlio del boss Girolamo, 59 anni, ergastolano ritenuto capo dell’omonima cosca di Gioia Tauro. Il giovane rampollo del capocosca nascondeva più di 537 chilogrammi di cocaina e oltre 24 chili di marijuana. L’arresto è avvenuto a seguito di una serie di perquisizioni in un capannone e in vari terreni nella disponibilità di Molè a Gioia Tauro.  All’interno del capannone, celati in ceste di plastica, gli investigatori hanno scovato 150 panetti di coca collocati in 75 pacchetti. Il resto della cocaina è stato rinvenuto nascosto sotto terra in alcuni fondi coltivati ad agrumeto adiacenti al capannone.  Gli uomini della squadra mobile, infatti, hanno notato che in quel pezzo di terreno la terra era stata smossa, e così hanno deciso di procedere allo scavo, scovando altri 340 panetti di cocaina in pacchi di plastica ben sigillati. In tutto, fra la coca rinvenuta nel capannone e quella scovata sottoterra, 537 chili di droga, per un valore di decine di milioni di euro. Inoltre, perquisendo la casa del giovane a Gioia Tauro, gli agenti hanno trovato anche 24 chili di marijuana sistemata in alcuni involucri.  Molè, che era sul posto al momento della perquisizione, ha riferito agli investigatori di essere l’unico detentore della droga. Da qui l’arresto in carcere poi convalidato dal Gip.

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    "Non ce la facciamo ad andare avanti, lo Stato deve aiutarci davvero e subito"

    Un costruttore, un titolare di barber shop e un artigiano. Tre diverse storie, accomunate da un'unica paura: quella di non farcela, perchè lo stop imposto alle loro attività in tempi di coronavirus rischia di far saltare i posti di lavoro e perchè la crisi economica è davvero dietro l'angolo. L'AGI ha provato a raccontare i disagi di queste persone.“Sono fermo da due settimane a causa del coronavirus, ho 5 dipendenti che hanno mogli e figli. Ho paura, non mi vergogno, ciò che più mi spaventa è la mancanza di la liquidità economica. Se non ho soldi non posso pagarli, e per quanto? Gli operai moriranno di fame così”. A parlare è Agostino Addis, costruttore e titolare della “Addis case in legno”, che spiega: “I fornitori continuano a chiamarmi e io devo pagare, altrimenti alla riapertura mancherà il materiale. Io pago regolarmente gli stipendi il 5 di ogni mese ma senza liquidità come potrò fare. Pago di solito 7 mila euro di stipendi. Per due mesi mi sacrificherò, pagherò di tasca mia. Ma dopo? Anche io ho moglie e figli, forse dovrò licenziare se non rientrano le cose”. Addis poi si abbandona a una speranza: "Che il contagio cali presto, il prima possibile, ho in sospeso case in bioedilizia in Sardegna, a Latina, a Cremona, che penso non riaprirà prima di un anno. Sono totalmente fermo. Fatturo 2,5 milioni di euro l'anno, pago regolarmente le tasse ma ora lo Stato deve darmi una mano, sostituirsi alla banca e pagare gli stipendi con erogazione diretta”. "Il problema principale di noi negozianti è non avere tempi certi", si sfoga Cesare Morabito, imprenditore e titolare di cinque barber shop tra Roma e provincia. "Quanto durerà l'emergenza? A me servono date certe, altrimenti mi è impossibile progettare, non posso fare programmi di ammortizzamento. Al momento io sto navigando nel buio. La situazione è veramente complicata. Non penso che la gente non entrerà più nel mio negozio per paura, anzi ho moltissimi clienti che mi chiedono ‘quando posso tornare a farmi i capelli?', il problema semmai sarà la liquidità... Quanti di loro avranno soldi da spendere se queste misure restrittive dovessero durare ancora tanto tempo?". Per il titolare di 'Spaghetti barber shop', "gli interventi sono per la maggior parte in deroga, forse lo Stato al momento non ha fondi disponibili, altrimenti non me lo spiego. Alcuni miei amici con attività a Londra hanno avuto liquidità immediata sul proprio conto corrente. A mio parere, invece, le misure attuate dal nostro governo non servono alle aziende". “La salute dei miei dipendenti viene prima - racconta Giampiero Pannacci, imprenditore nella termoidraulica da 33 anni, e rappresentante della “Italtherm, azienda di Piacenza -. Ho fermato il mio business, che è quello dei controlli per le caldaie. Il coronavirus è stato devastante e i 600 euro dati dallo Stato valgono come una elemosina”. “Il mio fatturato ora è 0. Io da piccolo imprenditore, direi da artigiano, mi sento abbandonato: ho versato 1 milione e 36 mila euro di tasse negli ultimi 12 anni e oggi sono solo a dover fronteggiare tutto, i miei 7 dipendenti verranno pagati con i miei soldi, ci rimetterò ma non li faccio morire di fame”, spiega Pannacci. “Non sono l'unico a stare così, sono centinaia gli imprenditori che stanno come me. Lo Stato ci deve aiutare adesso. Anche perché io ho delle spese da affrontare, sono quelle per mantenere viva l'azienda. In questo periodo ho anche fatto decine di interventi gratis a persone anziane in difficoltà. Lo farò ancora se necessario, per me è una missione”, racconta Pannacci che confessa il suo vero timore: “Il micro-artigianato, le nostre aziende, saranno comprate da Francia e Germania. Tutto a due lire. Ecco di che cosa ho paura”.