Coronavirus: la ricerca, 'su minori 4-15 anni lockdown provoca aumento peso e crisi collera'

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Aumento di peso, crisi di collera e apatia. La pandemia di coronavirus sta causando effetti devastanti sull'anima, oltre che sul corpo delle persone sottoposte a restrizioni della loro libertà. Un disagio che si sta facendo sentire soprattutto fra più giovani, ossia fra i bambini e i ragazzi tra i 4 e i 15 anni. Ne sa qualcosa la dottoressa Alexia Di Filippo, tra gli psicoterapeuti italiani più autorevoli in psicologia dell’età evolutiva, che ha realizzato una ricerca scientifica su 22 minori italiani tra i 4 e i 15 anni appartenenti a 18 nuclei familiari, tra cui una famiglia residente nel Regno Unito, valutando gli effetti del lockdown sulle modificazioni delle abitudini sociali e del tono dell’umore.

"Dall'inizio della pandemia - spiega la dottoressa - sono stata coinvolta dai media per fare corretta informazione, nonché prevenzione del contagio emotivo e del panico di massa su bambini e adolescenti” spiega la dottoressa. La testata scientifica Stateofmind.it ha appena pubblicato i risultati di una mia ricerca basata sulle risposte fornite dai genitori dei minori a un questionario di 46 domande per valutare le modificazioni delle abitudini, del tono dell'umore e delle modalità di comunicazione dei figli, corredata dall' analisi dei disegni effettuati dai bambini e dai ragazzi durante la quarantena".

Dai risultati del questionario è emerso che il 22% dei soggetti coinvolti ha manifestato la tendenza a nutrirsi troppo o male (in prevalenza nella fascia d’età 8-10 anni), il 32% è aumentato di peso, soprattutto i maschi, mentre il 36% desiderava ricorrere ai videogiochi più di prima e ha chiesto di usare lo smartphone con molta più frequenza”.

Ma non è tutto. "Il 18% dei bambini/ragazzi ha manifestato stati di tristezza e apatia in misura maggiore rispetto al periodo anteriore al confinamento, mentre il 27% dei soggetti (tutti al di sotto dei 10 anni di età) ha avuto crisi di collera". Gli esiti dell’indagine condotta dalla dottoressa Di Filippo sono eloquenti: "La quarantena ha determinato mutamenti notevoli del tono dell’umore, delle abitudini alimentari, dell’uso delle tecnologie e dei comportamenti dei bambini e dei ragazzi coinvolti nello studio. Segnalo in particolare il dato sugli stati di tristezza e di apatia, che sommato a quello sulle crisi di collera, indica che quasi la metà del campione ha manifestato un deperimento emotivo al limite della depressione”.

Un capitolo essenziale della ricerca è inoltre dedicato all’impatto dell’uso delle tecnologie sulla psiche dei minori confinati connesso alla didattica a distanza: “Ho rilevato che i digital devices, seppure indispensabili per garantire una continuità relazionale e didattica a distanza, tendono a creare dipendenza nei minori specie nei più piccoli, come peraltro confermato dai genitori”. Circa il suo impegno per la prevenzione e il trattamento del disagio psichico la dottoressa afferma che, oltre alla sua attività di terapeuta e di divulgatrice, dal mese maggio ha provveduto a creare “occasioni pubbliche e gratuite di incontro allo scopo di condividere emozioni e vissuti perturbanti tra le persone con una quotidianità complicata dalla pandemia ”, ma sostiene di essersi altresì attivata attraverso il metodo da lei ideato, registrato e pubblicato su rivista scientifica, denominato Bioenergetidanza, allo scopo di far sperimentare alle persone cosí provate sia nella mente che nel corpo, un profondo benessere psicofisico.

Come spiega la psicoterapeuta: “Il metodo Bioenergetidanza frutto di anni di ricerca, si basa sugli esercizi di Bioenergetica di Alexander Lowen accompagnati, integrati e alternati da tecniche come il role playing, il movimento espressivo con la musica, il rilassamento profondo e tanto altro. Bioenergetidanza, i cui proventi sono stati da me interamente devoluti a strutture e progetti di assistenza all'altro sul territorio, é adatto a tutti e si é affermato con successo per aver suscitato in chi lo ha provato ‘gioia, energia liberazione, forza, fluidità, rilassamento’, per citare l’opinione dei partecipanti stessi”.