Coronavirus, la ricercatrice Vicenzi: “Mese più difficile? Aprile”

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Secondo Elisa Vicenzi, capo ricerca del San Raffaele di Milano, il Coronavirus ci porta ad un mese di aprile difficile da affrontare. “Il virus non si sta indebolendo dal punto di vista genetico. Non sta mutando”, ha detto durante un’intervista a Rai Radio2.

Aprile, il mese più difficile

La ricercatrice tiene controllate le sequenze del virus giornalmente e riporta che di mutazioni ce ne sono davvero poche. Il suo consiglio è quello di tenere duro, resistere per poterne forse trarre beneficio da maggio. Secondo Elisa Vicenzi, bisogna preparare un piano di rientro alla normalità sin da subito, per non trovarsi a costruirne uno su due piedi, con tutte le falle del caso.

“Non si potrà poi aprire tutto improvvisamente, ci sarà poi un’esplosione di persone fuori a festeggiare, e magari non sarà ancora finita”, ha detto ai microfoni Rai, specificando che il ritorno alla normalità deve e avverrà in maniera graduale. La previsione di una quotidianità più rosea? A giugno o luglio.

Vicenzi: “Resistere contro il Coronavirus”

Ora la priorità è un’altra: trovare le risorse mentali per resistere, capire che i sacrifici di oggi sono indispensabili per un domani più sicuro. ““Non possiamo ancora dire se in Italia il virus uccide di più”, ha spiegato la ricercatrice. “Ci mancano i numeri delle persone infettate perché il tampone viene eseguito solamente su chi viene ricoverato in ospedale ed hanno quindi dei sintomi importanti”.

Vivere la quarantena non è semplice, quando si è abituati ad una quotidianità dinamica e piena di occasioni di distrazione come quella moderna. Le abitudini si stravolgono, il tempo sembra dilatarsi, per qualcuno il supporto psicologico è fondamentale: per questo motivo, sono attive diverse associazioni che lo forniscono a titolo gratuito.