Coronavirus, la soluzione di Giorgia Meloni: "Tagliamo la burocrazia"

Giorgia Meloni (Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images)

La ricetta contro il coronavirus di Giorgia Meloni è tanto semplice quanto lapidaria. Intervistata da Leggo in merito all’emergenza sanitaria ed economica che sta vivendo il Belpaese, la leader di Fratelli d’Italia svela il suo asso nella manica: tagliare immediatamente la burocrazia.

“Serve liberare l'Italia, stare al fianco di quelli che producono e non distruggono il lavoro. Altro che cerotti, qui ci vuole uno choc positivo”. “Basta”, dunque, “ai vincoli di ogni tipo. Niente obbligo di fatturazione elettronica, niente obbligo di registratore di cassa, niente studi di settore, togliere il tetto all'uso del contante. L'economia si riprenderà solo se potrà dribblare la matassa burocratica che opprime le imprese”.

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Il suo primo pensiero, spiega Meloni, va innanzitutto agli “italiani costretti a casa” e alle “modalità di pagamento della cassa integrazione in deroga”; il secondo agli “imprenditori che non mollano”, perché “chi non utilizza la cassa integrazione per la propria azienda va premiato. Seriamente. La Cig non può essere la sola arma per sostenere un'economia devastata come in tempi di guerra. Gli imprenditori che continuano a pagare gli stipendi ai loro dipendenti vanno sostenuti e aiutati nella ripresa”.

Meloni si sofferma anche sul settore agricolo, comparto economico tra quelli più bisognosi d’aiuto: “gli stagionali che lavoravano in agricoltura non ci sono più, chi raccoglierà i prodotti per la filiera alimentare?”.

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Sul possibile arrivo di Mario Draghi al governo, poi, la leader dice che “Draghi è una grande personalità, lo ringrazio per le parole sulla necessità di fare deficit in una fase così drammatica. Ma i governi non si fanno per alchimie. Preferisco il voto popolare. Insomma, elezioni quando si potrà tornare a votare dopo l'emergenza, per gestire la lunga fase di ricostruzione”. Meloni si dice infine in disaccordo con la linea tenuta dal premier Conte: “Bisognava chiudere tutto subito e fare tamponi di massa. Ma l'emergenza sanitaria va superata, poi serve affrontare un'emergenza economica che durerà anni. Ci sarà da ricostruire, senza più limitazioni. Serve un'altra Italia”.

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