Coronavirus, la storia d’amore di Angelo Amati e Maria Tamborrino

·2 minuto per la lettura
Covid
Covid

Una coppia di Carovigno, in provincia di Brindisi, è risultata positiva al coronavirus ma entrambi i coniugi sono riusciti a sconfiggere l’infezione, sostenendosi l’un l’altra e dando prova di un fortissimo amore.

Covid, marito e moglie positivi guariscono insieme

Il primo incontro con il Covid di Angelo Amati, 88 anni, e di Maria Tamborrino, 65 anni, è avvenuto quando la donna ha iniziato, improvvisamente, a stare male, risultando poi positiva al virus nonostante la sua attitudine a evitare situazioni di pericolo o circostanze che potessero favorire il contagio.

In un primo momento, dopo aver contratto il SARS-CoV-2, Maria Tamborrino è stata curata a casa ma, a causa del progressivo aggravarsi delle sue condizioni di salute, è stata ricoverata presso l’ospedale Perrino di Brindisi e, poi, nel reparto di Pneumologia dell’ospedale Covid di Ostuni.

I coniugi, sposati dal 2008, non uscivano di casa da circa un anno: ciononostante, il virus non li ha risparmiati. Infatti, poco dopo il palesarsi dei primi sintomi nella moglie, anche Angelo Amati si è ammalato, rendendo indispensabile il trasferimento in ospedale.

Da Ravenna, la figlia dell’uomo, Daniela Amati, tentava di monitorare le condizioni del padre, impossibilitata a recarsi in Puglia a causa delle restrizioni contro la pandemia vigenti in Italia.

A proposito dell’esperienza vissuta, Daniela Amati ha raccontato: “Qualche giorno dopo il ricovero di Maria chiamando mio padre ho avvertito che aveva una leggera tosse, così attraverso il medico di famiglia si è attivata la prassi per fare il test, che è risultato positivo. La saturazione era già molto bassa, e i medici dell’Usca hanno disposto il ricoveroimmediato”.

Così come la moglie Maria, quindi, anche Angelo Amati è stato portato prima all’ospedale di Brindisi e poi a quello di Ostuni, occupando però un posto nel reparto di Medicina.

In questo contesto, la figlia dell’uomo ha avuto non poche difficoltà a reperire informazioni sulla degenza del padre che “non è in grado di maneggiare un telefonino”.

Intanto, con il trascorrere del tempo e nonostante la gravità dei sintomi, Maria Tamborrino ha iniziato a mostrare segni diripresa e ha chiesto di essere aggiornata sulla salute del marito. A questo punto, è stato concesso ai coniugi di trascorrere l’ultima fase della degenza insieme, condividendo la medesima stanza. Probabilmente, è stata proprio questa decisione a salvare la vita dell’88enne e spingere la coppia a intraprendere con tenacia un sorprendente percorso di guarigione.

Infatti, come spiega la figlia Daniela: “Da quel momento si è aperto un mondo perché mio padre ha ricominciato a rispondere agli stimoli, hanno potuto fare insieme questo percorso, al punto che la settimana scorsa hanno potuto insieme far ritorno a casa e continuare la terapia. La loro è una storia che dà coraggio, un’istantanea d’amore”.