Coronavirus, Laganà su Vespa: "Non alimentare dietrologie politiche"

webinfo@adnkronos.com

"In qualità di dipendente prima e consigliere di amministrazione Rai poi, credo sia necessario ricordare al dottor Vespa (collaboratore esterno Rai) che la decisione di sospendere a titolo cautelativo fino a giovedì prossimo la trasmissione 'Porta a Porta' è stata presa in virtù del principio che, in questo momento, deve essere la stella polare per tutta l’azienda ed i suoi amministratori: la salute di tutti le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Rai". Lo dice all'Adnkronos il consigliere della Rai eletto dai dipendenti Riccardo Laganà che spiega: "Ho ricevuto decine di telefonate e messaggi da dipendenti preoccupati per la situazione dello studio 5 di Via Teulada (dove si registra 'Porta a porta, ndr) e non penso che oggi sia né utile, né corretto verso i colleghi che non hanno avuto accesso alla prova del tampone o analisi mediche di alto livello come il Dott. Vespa, alimentare dietrologie politiche o critiche di alcun tipo al Servizio Pubblico. Francamente, non ne sentiamo il minimo bisogno". 

"La scelta dei vertici Rai di mettere in sicurezza una situazione 'dubbia' venutasi a creare con l’ingresso in Azienda del Presidente Zingaretti - evidenzia Laganà - è da ritenersi sacrosanta e rispetta in pieno, anche alla luce del recente Dpcm, tutte le norme di cautela che lo Stato e quindi la Task Force aziendale ci chiedono di mettere in atto giorno dopo giorno durante questa emergenza. Comprendo il momento di grande stress ma in un contesto in cui vengono chiesti a tutti sacrifici ed il massimo rispetto delle regole, nessuno può pensare di non seguire le disposizioni aziendali, che è utile ricordare, valgono per i dipendenti ma anche per tutti i collaboratori esterni del gruppo Rai". 

"Spiace leggere dai lanci di agenzia - non manca di sottolineare Laganà - che per qualcuno la sospensione del programma sarebbe da ascrivere ad una presunta censura di matrice politica. Amareggiano le parole del conduttore contro Vittorio Di Trapani segretario Usigrai quelle sì dal sapore politico; non è banale contrapposizione ma la difesa al diritto alla salute espresso dalla Costituzione. E' in gioco la salute collettiva. Dovrebbe essere chiaro a tutti: conduttori televisivi ed esponenti politici di ogni schieramento. Sono certo che in questi giorni di 'cautela' - dice Laganà - la produzione tv e radio, le colleghe e colleghi giornalisti delle Testate news nazionali, regionali e reti, unitamente al personale Rai redazionale e tecnico impegnato sul campo, sapranno informare lo stesso e come sempre nel migliore dei modi il pubblico".