Coronavirus, l'allarme del Comitato Tecnico Scientifico: la scuola deve essere riaperta quanto prima

·2 minuto per la lettura
Scuole allarme CTS
Scuole allarme CTS

Riaprire le scuole è di fondamentale importanza o la loro chiusura potrebbe avere degli effetti a dir poco devastanti sugli studenti. Questo è il filo conduttore dell’ultimo incontro a cui hanno partecipato i clinici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità oltre che esperti dell’educazione. Alla luce anche di ciò come riferisce la stessa “La Repubblica”, l’apertura delle scuole superiori potrebbe avvenire il 7 gennaio.

Nonostante ciò il ministro dell’Istruzione Azzolina starebbe studiando un rientro già al 9 di dicembre per le prime e le quinte superiori. In particolare per i ragazzi di quinta che si apprestano ad affrontare la maturità del 2021. Proprio su questo importante dettaglio il comitato tecnico scientifico avrebbe iniziato a lavorare, inviando al ministro dell’Istruzione un verbale nel quale si sarebbe data l’indicazione di predisporre delle soluzioni tempestive riguardanti la scuola.

Cts: Riaprite scuole o conseguenze devastanti”

“In riferimento alla riunione informale “Schooling during the time of Covid-19” organizzata dall’Organizzazione mondiale della sanità il 19 novembre 2020 su richiesta del ministero dell’Istruzione e che ha visto la partecipazione dell’Unesco dalla sede centrale di Parigi, il Cts condivide l’esigenza di procedere a una tempestiva soluzione delle tematiche riguardanti il mondo della scuola”. Questo il verbale inviato dal Comitato Tecnico Scientifico volto a dare indicazioni al Ministro Azzolina circa la stesura di soluzioni puntuali al fine di una tempestiva apertura delle scuole superiori.

Il Ministero dell’Istruzione starebbe proprio a questo proposito lavorando per un’apertura celere delle scuole. La data al momento più accreditata è quella del 7 gennaio, ma si starebbe in questo senso lavorando per l’apertura delle scuole superiori dal 9 dicembre in particolare per le prime e le quinte superiori.

Il Cts in questo senso ha evidenziato:“La continuità del percorso formativo e scolastico è fondamentale per garantire l’apprendimento, lo sviluppo, il benessere, la salute e la sicurezza degli studenti. Le scuole dovrebbero essere le ultime istituzioni ad essere chiuse, in caso di lockdown generale emergenziale, e le prime a riaprire quando le condizioni lo permettano”.

Infine un appello ad aver cura non solo dell’istruzione degli studenti, ma anche del loro benessere: “Considerate le conseguenze devastanti su bambini, ragazzi e adolescenti e sulla società nel suo insieme, le chiusure scolastiche dovrebbero essere considerate come l’ultimo provvedimento, temporaneo e solo locale, nel caso in cui l’epidemia non possa essere gestita con diverso approccio. Le chiusure non dovrebbero mai essere “pro-attive”, ma solo reattive”.