Coronavirus, l'allarme di Galli sulla variante Omicron

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Covid Galli variante Omicron
Covid Galli variante Omicron

La quarta ondata sta facendo sentire i suoi effetti comportando una brusca risalita dei contagi. La curva epidemiologica è in rialzo e l’incidenza è in crescita. In tutta Europa l’emergenza coronavirus torna a fare paura, anche a causa della variante Omicron: a lanciare un allarme è Massimo Galli.

Covid, l’allarme di Galli sulla variante Omicron

Intervistato dall’Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, ha commentato l’andamento epidemiologico in Italia. A tal proposito, ha dichiarato: “Abbiamo avuto 98mila casi di contagio da Sars-CoV-2 in Italia. È una situazione molto allarmante anche se, oggettivamente, abbiamo un argine con il vaccino, almeno per quanto riguarda le infezioni gravi”.

Preoccupa la rapida diffusione della variante Omicron, che per l’esperto “ha letteralmente sparigliato anche rispetto a molte considerazioni su cui venivano basate le indicazioni per il futuro”.

Covid, l’allarme di Galli sulla variante Omicron: “Buca l’immunità”

I primi studi condotti sulla nuova mutazione del Covid-19 “ci dicono che Omicron sta bucando, per quanto riguarda il contagio, la vaccinazione anche triplice per fortuna in una minoranza di casi. Da quanto comincia ad evidenziarsi, buca anche l’immunità naturale conferita da una pregressa infezione“, ha fatto sapere Galli.

Quindi ha aggiunto: “C’è qualcosa che evidenzia che la durata della copertura della vaccinazione è limitata più di quanto ritenessimo. Tutto questo credo ci imponga massima prudenza. È il momento della cautela, non delle fughe in avanti”.

Covid, l’allarme di Galli sulla variante Omicron e l’importanza del vaccino

Massimo Galli ha ribadito anche l’importanza del vaccino anti-Covid. Serve continuare a vaccinare chi ancora non lo è. Oggi la percentuale delle vaccinazioni raggiunta nei più piccoli è troppo bassa. L’esitazione è ancora radicata per quanto riguarda i bambini, i dati del bollettino dell’Iss parlano del 3% di vaccinati tra i 5 e gli 11 anni con la prima dose. Bisogna fare di più“.

Infatti, ha ricordato:I bambini vaccinati sono pochi. Ma abbiamo numerosi buchi nella vaccinazione completa anche in altre fasce di età, a parte i più anziani dove la percentuale dei non vaccinati è minore. Vaccinare resta anche la misura più importante su cui puntare“.

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