Coronavirus, l'approccio Gb e la teoria dell'"immunità di gregge"

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Roma, 13 mar. (askanews) - Se la decisione del governo britannico di non chiudere le scuole e di non vietare eventi affollati nonostante l'aumento dei casi di coronavirus nel Regno Unito ha lasciato molti perplessi, il massimo responsabile scientifico del governo, Sir Patrick Vallance, ha spiegato che l'obiettivo delle (non) misure decise da Londra è di ritardare il picco dell'infezione all'estate e di creare un'"immunità di gregge".

"Pensiamo che il virus probabilmente tornerà anno dopo anno e diventerà un virus stagionale e le comunità diventeranno immuni e questo è una parte importante del controllo del contagio nel lungo termine" ha detto Vallance a Reuters. "60% (della popolazione) è il numero che serve per creare un'immunità di gregge". In altre parole Londra si è convinta che la diffusione del coronavirus tra la popolazione servirà a immunizzarne la maggioranza, riducendo le possibilità di trasmissione anche a chi non ha gli anticorpi.

Londra mira a "proteggere le persone nel periodo di maggior contagio" e a "ritardare e abbassare il picco" fino ai mesi estivi, quando il servizio sanitario nazionale britannico è meno sotto pressione. A ieri in Gran Bretagna c'erano quasi 600 casi confermati di coronavirus con dieci vittime. Il premier Boris Johnson ha detto che molte famiglie si devono preparare alla prematura scomparsa dei loro cari.