Coronavirus, in Lazio sono 144 i casi positivi, 19 guariti

Ska

Roma, 11 mar. (askanews) - Sono 144 nel Lazio i casi positivi al Covid-19. Di questi, 56 sono in isolamento domiciliare, 67 sono ricoverati non in terapia intensiva e 18 sono ricoverati in terapia intensiva. Sei sono le persone decedute. Tre sono guariti e 16 sono clinicamente guariti.

Il sistema sanitario di Roma sta aumentano le proprie capacità per trattare l'eventuale diffondersi del coronavirus anche nella Regione. L'azienda ospedaliera Sant'Andrea ha 10 posti in più di malattie infettive ed ha preso in carico un paziente trasferito da Brescia, l'azienda ospedaliera San Giovanni ha attivato 4 posti di terapia intensiva e altri 4 sono in attivazione, l'azienda ospedaliera San Camillo apre il 13 marzo un'area di attesa dedicata al coronavirus, il Policlinico Gemelli ha da lunedì attivi 21 posti di terapia intensiva e 28 posti di malattie infettive, il policlinico Campus Biomedico ha operativo un laboratorio per test sul Covid-19. Il Policlinico Umberto I ha raddoppiato i posti letto di terapia intensiva da 16 a 32 per utilizzo delle stanze doppie. Il Policlinico Tor Vergata domani attiva 8 nuovi posti letto di terapia intensiva.

Ares 118 da venerdì mattina ha il raddoppio delle linee del numero verde 800.118.800.

L'autopsia conclusa all'Istituto Spallanzani conferma che il primo decesso dell'uomo di 81 anni originario del Molise è attribuibile prevalentemente all'infarto del miocardio. "Questo dimostra", sottolinea l'assessore della Regione Lazio alla Sanità Alessio D'Amato, "che anche nel conteggio dei decessi bisogna fare particolare attenzione all'attribuzione delle cause. Auspico che tali risultati vengano pubblicati nelle riviste scientifiche per contribuire ad una maggior conoscenza del fenomeno".

Dopo l'avvio del progetto di formazione a distanza per gli Istituti di scuola secondaria superiore, la Regione Lazio estende anche agli Istituti primari e secondari di primo grado, sia statali che paritari, la possibilità di usufruire di strumenti formativi didattici multimediali.

Quanto alle carceri, "in questo momento così delicato serve il massimo sforzo di coordinamento tra le istituzioni e gli operatori sul campo per riportare serenità nel mondo penitenziario e assicurare le misure necessarie alla prevenzione della diffusione del coronavirus in carcere", afferma Stefano Anastasìa, Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio. Il Tribunale di sorveglianza ha disposto, a decorrere da oggi, una licenza di quindici giorni per tutti i detenuti in semilibertà, che quindi non avranno più necessità di rientrare in carcere la sera. L'amministrazione penitenziaria, inoltre, ha chiesto a tutti gli Istituti penitenziari di monitorare i detenuti con età superiori ai 65 anni che presentino patologie in corso di tipo respiratorio o cardiologico. Infine, sta provvedendo ad attrezzare gli istituti alla effettuazione dei videocolloqui e delle telefonate supplementari raccomandate dal decreto-legge di domenica scorsa in sostituzione dei colloqui in presenza, che restano sospesi fino al prossimo 22 marzo, e sono in corso di distribuzione le mascherine che dovrebbero proteggere i detenuti dal contagio proveniente dai contatti con l'esterno. "Certamente non tutti i problemi presenti e prossimi saranno così risolti", chiosa il garante, "ma questi sono segnali di attenzione alla difficile condizione dei detenuti di tutte le istituzioni coinvolte. Speriamo che questo possa contribuire a rasserenare gli animi e consentire di adottare le ulteriori misure che saranno necessarie alla tutela della salute dei detenuti".