Coronavirus, le conseguenze dell’emergenza sui concorsi pubblici

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L’emergenza Coronavirus in Italia ha già fatto slittare i concorsi pubblici in programma per i mesi di febbraio e marzo 2020. Si temono però ulteriori rinvii. “Per ora sono previste piccole dilazioni nei calendari, prove solo laddove strettamente necessario. Ovviamente dipenderà tutto dall’evoluzione della situazione, sicuramente è inutile e controproducente sminuire i rischi. Per il resto, un riassetto organizzativo delle prove stesse non comporterà grossi disagi“. Queste le parole del Ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone.

Coronavirus, il problema dei concorsi pubblici

“Naturalmente contiamo di tornare a una situazione di normalità nel più breve tempo possibile. In cantiere, però – continua Dadone – abbiamo l’implementazione di nuove modalità di svolgimento dei concorsi per ridurne la durata e rendere più snelle le procedure selettive”.

Al momento è prevista da un decreto del governo la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private nei territori più colpiti dall’emergenza. Questi sono le regioni di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e le province di Pesaro e Urbino e di Savona. Qui si potrebbe pensare ad assunzioni fatte esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica. Sono sospesi anche i concorsi per il personale sanitario, compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della protezione civile.

Le altre regioni coinvolte per il momento possono decidere in autonomia che strada percorrere, nell’attesa di una possibile misura unitaria. A Roma sono già stati sospesi tutti i concorsi pubblici a carattere nazionale. La Regione Campania aveva disposto che non esiste la necessità di bloccare i concorsi, ma potrebbe presto tornare sui suoi passi.