Coronavirus, le nuove abitudini degli italiani nel sondaggio del TgLa7

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Mentre l’emergenza coronavirus ci costringe ad adottare nuovi stili di vita, in conformità con le direttive emanate dal governo, il sondaggio del TgLa7 mandato in onda nella serata del 16 marzo mostra come siano cambiate le abitudini degli italiani nell’arco di poche settimane. I dati sciorinati in diretta da Enrico Mentana rendono infatti l’idea di un Paese che nel bene e nel male ha saputo adattarsi alle nuove regole imposte dalle autorità, pur non senza alcune riserve.

Coronavirus, il sondaggio del TgLa7

Nella prima tabella mostrata dal direttore Mentana è possibile vedere come sia cambiato il senso di tutela degli italiani prima e dopo l’approvazione delle misure adottate dal governo per contenere l’epidemia di coronavirus lo scorso 11 marzo.

Nello specifico sono aumentati i cittadini che si sentono abbastanza tutelati dal nuovo decreto Dpcm, i quali passano dal 37% al 46%, mentre coloro che si sentono molto tutelati salgono anch’essi dal 5% al 6%. Scendono invece dal 38% al 29% gli italiani che che si sentono poco tutelati, di pari passo con coloro che si sentono per niente tutelati, scesi dal 14% al 12%. In crescita infine i cittadini che non saprebbero rispondere, dal 6% al 7%.

Nel secondo pannello possiamo invece vedere il cambiamento delle abitudini di vita degli italiani seguendo le disposizioni governative anti contagio. Confrontando i dati raccolti nelle rilevazioni del 5 marzo e dell’11 marzo si nota come gli italiani che cercano di stare a distanza dalle altre persone siano aumentati dal 38% al 68%, mentre la percentuale di chi invece evita anche solo le strette di mano e salita dal 38% al 28%. In crescita infine anche chi sceglie di non frequentare luoghi affollati, dal 52% al 69%.

L’opinione sullo smart working

Il terzo e ultimo pannello mostra infine l’opinione degli italiani per quanto riguarda il cosiddetto smart working, ovvero tutte le pratiche di lavoro a distanza alle quali in questi giorni sono stati costretti ad adattarsi milioni di persone. Dal sondaggio (effettuato soltanto su lavoratori in smart working a cui è stato domandato: “Il fatto di stare di più a casa in questo periodo è per lei…”) è possibile vedere come per la metà esatta degli intervistati lo smart working rappresenti un disagio, seppur gestibile, mentre solo il 33% lo definisce un’opportunità. Il 9% dei cittadini italiano trova invece la nuova modalità un sollievo, contrariamente al 6% per cui è un grave disagio. Conclude il sondaggio un 2% di italiani che non sa rispondere alla domanda.