Coronavirus, le paure di una mamma italiana a Londra

In questi giorni, dopo che anche in Inghilterra è arrivata la preoccupazione generata dalla pandemia di coronavirus, stanno arrivando in redazione numerose segnalazioni di italiani che vivono a Londra. Connazionali impauriti per le modalità di gestione dell'emergenza e per le misure messe in campo per "contrastare" la diffusione dei contagi. Oggi riportiamo la testimonianza di una giovane mamma che racconta il suo sconforto per ciò che le sta accadendo e i timori per la salute di suoi figli.

La lettera di una mamma da Londra

Vivo qui dal 2016 con la mia famiglia. Ci siamo trasferiti dall'italia per poter riuscire a dare ai nostri figli un futuro migliore, in un Paese multiculturale, multietnico, dove vige la meritocrazia. La vera meritocrazia.  

Come è vivere a Londra ai tempi del coronavirus? La domanda che sicuramente tutti si chiedono... Beh la risposta è presto detta. Da paura. Qui il governo non dà minimo peso a quello che accade. Basti pensare che la BBC passa UNA volta a settimana (sì, avete letto bene) gli aggiornamenti sul Covid2019.

Il sindaco di Londra, dai suoi social network, dice che ha rafforzato le pulizie in metropolitana e sugli autobus. Beh, sinceramente parlando, non basterebbero 5 anni di approfondite pulizie con candeggina e disinfettanti vari per rendere puliti quei mezzi. Non prendetela male, io amo questa città, nelle sue mille sfaccettature, con i suoi mille problemi, per la sua poliedricità, per gli spazi aperti, per l'arte.. per tutto.

In questo momento però io come tanti italiani, non mi sento al sicuro qui. Conscia di cosa sta succedendo in italia, so che qui non stanno facendo nulla. Sono andata a fare la spesa e le provviste stavano finendo; sono andata poi da Savers (dove si comprano meglio i detersivi) e ho iniziato a fare scorta di hand sanitiser con alcool, quello che più si avvicina alla nostra Amuchina per intenderci.

Ho cercato di avvisare le mamme del gruppo scolastico dei miei figli e per tutta risposta hanno chiesto alla rappresentante di chiedermi di uscire dal gruppo perché con le notizie, tra l'altro reali dall'Italia, sconvolgevo e generavo in loro ansia immotivata.

Ecco con quali tipi di persone si ha a che fare qui: gente che preferisce nascondere la testa nella sabbia. Purtroppo il sistema NHS (la sanità publica, ndr) , qui è al collasso e non sono per nulla capaci di sostenere un'emergenza simile!. Qui i dottori, mi spiace dirlo, non hanno coscienza. Leggevo sul sito della BBC che un signore ha chiamato il numero 111 delle emergenze dicendo di avere i sintomi del coronavirus: gli è stato detto di ignorarli ed andare a lavoro!.

Io ho paura. Paura per la mia famiglia, i miei figli. (Ho detto che per ora mia figlia ha sore throat, mal di gola, e preferisco lasciarla a casa insieme con l'altro mio figlio). Qui siamo lasciati soli. Completamente. Mi spiace dirlo, ma il nostro consolato qui non è per nulla di aiuto, in nulla. E non solo in questa situazione. Avrei tantissimo altro da dire su come si vive in realtà a Londra e non solo ai tempi del virus. Però per ora mi fermo. Speriamo che anche qui, come dite in Italia, alla fine, "andrà tutto bene".