Coronavirus, le tre ricercatrici del Sacco che hanno isolato il ceppo italiano

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Dopo le tre ricercatrici precarie che hanno isolato il coronavirus a Roma, anche nel capoluogo lombardo è stato raggiunto un importante obbiettivo. “Un lavoro di squadra – come lo hanno definito le tre giovani ricercatrici milanesi -. Abbiamo analizzato i campioni di quattro pazienti italiani, tutti di Codogno, focolaio dell’epidemia nel nostro Paese”. Grazie a ciò, si “apre la strada a nuovi farmaci e più avanti a un vaccino” che possa prevenire la contrazione del virus. Arianna, Alessia e Annalisa: chi sono le tre ricercatrici precarie che hanno isolato il ceppo italiano di coronavirus all’ospedale Sacco di Milano?

Coronavirus, chi sono ricercatrici Sacco

Il ceppo italiano di coronavirus è stato isolato all’ospedale di Milano nella serata del 27 febbraio. Sono state tre ricercatrici precarie: Alessia Lai, Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna. Con la collaborazione della professoressa Claudia Balotta (a capo del team) e al collega polacco Maciej Tarkowski hanno raggiunto l’obbiettivo. Le tre giovani sono tutte precarie, come lo era Francesca Colavita, l’altra ricercatrice di Roma che ha isolato il coronavirus. Per lei, però, lo Spallanzani ha provveduto all’assunzione.

Ma chi sono le tre ricercatrici del Sacco di Milano che hanno isolato il ceppo italiano di coronavirus?

Arianna Gabrieli

Arianna Gabrieli è una ricercatrice di 37 anni che viene da Galatina, in provincia di Lecce. Ogni mese “guadagna 1400 euro netti con partita Iva”, che equivalgono a 28 mila euro lordi all’anno. Dove viveva “non ci sono strutture e fondi per la ricerca”, per questo si è trasferita a Milano dopo aver studiato a Roma. “Sono rassegnata, so che al Sud è impossibile fare questo lavoro. Poi è anche vero che a Milano con 1400 euro sopravvivi, ho sempre l’ansia che non mi venga rinnovato il contratto” ha raccontato in un’intervista a Open. “L’indeterminato? Sarebbe il mio sogno”, ha poi confessato.

Alessia Lai

Alessia Lai ha 40 anni ed è di Milano: fa la ricercatrice e guadagna come partita Iva 28 mila euro lordi all’anno “indipendentemente dalle ore di lavoro che fai”. “Purtroppo – ha spiegato – in Italia la ricerca è sottovalutata, ci sono sempre meno finanziamenti”, ha spiegato. “Mi ha scritto persino un mio ex studente facendomi i complimenti, dicendomi che è orgoglioso di me – ha detto ancora -. Che piacere che mi ha fatto! Questo mi ha ripagata di ogni sforzo”.

Annalisa Bregna

Annalisa Bergna è la più giovane delle tre ricercatrici dell’ospedale Sacco di Milano. Ha 29 anni, è di Paderno Dugnano, nel Milanese, innamorata dello sport e precaria nel lavoro. A differenza di Alessia Lai, però, non ha dovuto lasciare il suo paese per fare ricerca.