Coronavirus, Lega del Filo d'Oro: per sordociechi il tatto è tutto

Ssa

Roma, 24 mar. (askanews) - La Lega del Filo d'Oro, nel 2019, ha seguito circa 950 utenti nei diversi servizi, di cui il 7% sono persone che hanno più di 65 anni e il 3% sono bambini tra 0 e 4 anni che spesso presentano un quadro clinico molto complesso. Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che presentano patologie cronico-degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, rappresentano una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il "coronavirus", ma sono anche più vulnerabili alle ricadute sociali derivanti dalla grave epidemia in corso.

Più in generale, si stima che nel nostro Paese ci siano quasi 190.000 persone con disabilità legate alla vista e all'udito (studio Istat per la Lega del Filo d'Oro, 2016) e più della metà hanno bisogno di assistenza continua e per questo l'espansione dell'epidemia di coronavirus, per loro e i loro caregiver, è estremamente rischiosa.

"Non chiediamo deroghe alla normativa, siamo consapevoli che il virus non ne ammette. Tuttavia, il contatto rappresenta per noi una questione di vitale importanza e vorremmo che questa vicinanza necessaria alla comunicazione delle cose essenziali e allo svolgimento delle attività della vita quotidiana, avvenisse in sicurezza per noi e per le persone che ci aiutano", spiega Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d'Oro.