Coronavirus, Lega Lazio: i medici di famiglia senza protezioni

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Roma, 20 mar. (askanews) - "La Regione Lazio ascolti l'sos dei Sindacati dei medici di famiglia sulla mancanza dei dispositivi di protezione e sulla proposta formulata per l'attivazione dei tamponi a domicilio, su indicazione dei camici bianchi, e degli altri accertamenti necessari per i pazienti sorvegliati. Non è possibile che i medici di medicina generale, vitali sia per l'assistenza locale sia per il ruolo nevralgico quotidiano svolto con la conseguente riduzione degli accessi nei pronto soccorso, si rechino dai pazienti più critici senza un'idonea protezione e senza poter seguire tutte le indicazioni per evitare il virus". Così il capogruppo e i consiglieri della Lega in Consiglio regionale del Lazio Orlando Angelo Tripodi, Daniele Giannini, Laura Corrotti, Laura Cartaginese e Pasquale Ciacciarelli, a sostegno della missiva inviata dai Sindacati della categoria al Presidente della Regione Lazio e ai Direttore generali delle Asl del per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Secondo i consiglieri del Carroccio "occorre attivarsi per effettuare i necessari controlli al personale in prima linea ed intervenire anche sulla sanificazione degli spazi e delle attrezzature utilizzate negli studi medici e negli ambulatori, finora assicurata dalla categoria, al fine di garantire l'attività professionale in assoluta sicurezza e con una giusta tutela sia dei camici bianchi che dei pazienti. Non possiamo permetterci di stroncare l'assistenza sanitaria locale con medici in quarantena".